lunedì 31 gennaio 2011

FESTA DEL PATRONO /2

La festa del Patrono é sempre un avvenimento, le strade del centro si riempiono, oltre 500 bancarelle dice il giornale.
Da bambino era un avvenimento atteso, rara occasione per lo zucchero filato, ma non sempre, però da adulto ho evitato spesso di gettarmi nella calca e non ho osato rifarmi con lo zucchero filato.
Come avvenga poi il procedimento dello zucchero filato resta sempre un mistero affascinante.
Da anziano o quasi ho avuto voglia di andarci, così questa mattina alle 6 e mezza ero per le strade del centro. Molte bancarelle erano ancora in allestimento e faceva un effetto positivo partecipare alla vita "pre" di quella gente. Alle 8 Messa in Duomo.
Non é che sia molto cattolico, almeno non nel senso comune del termine, ma diceva messa un mio amico Vescovo e non potevo perderla, così mi sono messo tra le prime file e mi sono goduto tutto il rito. Non si sa se Dio c'é qualcuno ne é convinto, qualcuno nega, qualcuno ci spera, qualcuno é così convinto che il Dio cattolico non c'é da dirsi ateo convinto, ma tanto convinto che segue altre religioni, magari personali. Dopo mi sono concesso una breve passeggiata prima della calca. Lunghe porchette fredde, quelle che se ti azzardi a mangiarne in piedi al freddo digerisci tre giorni dopo. Il banco delle stoviglie, piatti in perticolare era curioso, molte donne attorno come se il tempo non fosse passato e il venditore che faceva cozzare i piatti tra loro con un discreto baccano sembrava fare buoni affari. Magari quelle donne hanno pochi piatti a casa. Io e gli amici che frequento ne abbiamo sempre fin troppi, dal servizio bello che non si uasa mai per non rovinarlo, quello di tutti i giorni, quello che non piace ma si tiene ugualmente, non si sa mai, e altri sparsi, residui di passati servizi. Molto femminile il banco delle borse da signora. Una montagna, accatastate alla rinfusa, con una nuvola di donne a toccarle e a ributtarle nel mucchio. E i vecchioni ? o le gucciarole come si dice dalle nostre parti ? Ormai si trovano solo in fiera ma non é detto siano dolci come quelle di una volta. Quando si scrive questo , "come una volta" si sta proprio invecchiando !!!. Per chi non lo sapesse le gucciarole sono castagne fatte essicare con la buccia in modo da lasciarne l'interno morbido.
E i palloncini ?? una volta si comprava il palloncino, che era un palloncino e basta, al massimo cambiava il colore, ma oggi i palloncini hanno tutte le forme possibili, ovviamente ispirati ai personaggi più recenti dei cartoni e costano 5 euro !! alla faccia !!.
Tuttavia dalla fiera si torna avendo "comprato la fiera" e io mica mi potevo sottrarre dal momento che c'ero. Ho comprato un paio di forbici a quattro lame parallele che sminuzzano tutto appunto perché parallele. Chissà se mi serviranno davvero. Certamente mio nipote si divertirà a tagliare fogli in questo modo strano.

1 commento:

Sandra ha detto...

Ciao, eccomi qui. Smangiucchio i "guciaròo" e mi aggiungoai tuoi lettori.