venerdì 31 agosto 2012

Mi ha scritto Francesco




Mi ha scritto Francesco

E si sente che ha letto, si sente che va di Logos e di cuore perché nella lunga mail ha citato subito Socrate “Amore è un demone che sta tra i mortali e gli immortali”.
Ha certamente letto e riletto i vostri commenti, lo hanno fatto sentire un poco in colpa ma si è avvalso anche di quelli che gli è parso lo capiscano.
Mi ha fatto notare come l'argomento abbia toccato nel profondo.
Scrive del suo desiderio di non fare male a nessuno, è consapevole che può apparire come uno che “stà in due scarpe”, ha timore che la sua storia emerga, non vorrebbe far saltare tutto.
Più volte ha cercato di immaginarne le conseguenze, gli amici che mai si aspetterebbero un gesto di rottura, il dolore che darebbe alla moglie, lo stupore di chi lo conosce come "volontario" di lungo corso.
Per lui il rapporto con Maria non è “una storia” che come tante “storie” che cominciano e finiscono, cita Rougemont (che confesso di non conoscere) quando scrive che “la fedeltà è assurda almeno quanto la passione ma dalla passione si distingue per un costante rifiuto di subire i suoi estri, per un costante bisogno di agire per l’essere amato, per una costante presa sul reale”.
Ma anche si chiede quanta felicità barattiamo in cambio della sicurezza.
Francesco ha studiato e letto e ricorda quando, parlando con uno psicologo – ironia del mio mestiere è anche andato per un anno da uno psicologo - questi gli disse “ha letto troppo e non sta abbastanza male -.
Non vuole rinunciare a Maria, nella sua giornata la pensa spesso, la vede con sé in tante situazioni, non sa dire se la ama come comunemente si dice, pare anzi che non l’abbia mai detto a lei, sa che gli è necessaria per vivere meglio, per vedere il futuro con occhi e cuore diverso.
"quando la aspetto" scrive, "sento tanta emozione e ansia che svaniscono quando la vedo e guardo i suoi occhi e il sorriso"
In questo periodo sul lavoro lo trovano più sereno, più vivace e propositivo, a casa è più rilassato, protegge la famiglia con animo diverso, ma quando si corica si chiede perché Maria non è lì con lui e parla con lei a lungo prima di addormentarsi.
Cita Gabriella Turnaturi nel libro “Tradimenti” – legge Francesco – “ quando lei o lui iniziano un viaggio fuori dal “noi”, solo per le attese sociali, solo per i precetti religiosi tradiscono, mentre in realtà salvano la loro individualità dall’abbraccio mortale del “noi” che non emancipa, non consente né crescite né arricchimento e neppure parole da scambiare che non siano già dette o già sapute prima che siano pronunciate”, e con questo ricorda i grigi pranzi di famiglia, gli argomenti pre-confezionati che tiene in serbo per quando la conversazione langue.
E quanto invece parla con Maria, un fiume che non ha modo di esaurirsi causa il poco tempo che possono utilizzare, e in quel poco tempo a volte stanno solo abbracciati, non pensa al sesso come prima cosa, anzi confessa con pudore che le prime volte non c’è neppure riuscito, e si è molto vergognato, ma Maria lo ha reso felice quando con calma accogliente gli ha fatto capire che non era quello un problema rivelandogli quella che lui chiama "l'intelligenza della vita" mentre lui teme di aver esercitato solo quella degli studi e delle letture.
Mi ha messo tenerezza pensare a lui, 50 anni, tanti di matrimonio, turbato come un ragazzino, ma un ragazzino che sa, che conosce, che è solido e fragile.

Al termine della lunga mail ha scritto che posso pubblicare di lui e ha voluto mandarmi una canzone, in risposta a Maria.

P.S.
Chi vuole prepari le pietre da scagliare

10 commenti:

Dona Flor ha detto...

Nessuna pietra. Anche se non concordo con alcune affermazioni. Non credo che il matrimonio sia la tomba dell'amore, e se lo diventa è perchè non ci si è impegnanti abbastanza nel coltivare i sentimenti propri e del partner.
Spero che i due alla fine decidano di vivere al sole il loro amore! :)

lucietta1 ha detto...

Non credo spetti a noi giudicare, noi leggiamo con interesse questa storia ,perchè ciò di cui si parla è la vita e i sentimenti dell'uomo.Il nostro io è pieno di contraddizioni che possono svelarsi o meno ma che riguardano anche i sentimenti privati,i desideri,i sensi di colpa e i pentimenti.Io vedo e voglio vedere solo una bella storia d'amore, il resto non è un problema mio, è di Maria e Francesco a loro risolverlo nel miglior modo possibile.Io posso solo fare loro i miei più cari auguri.

Joe Black ha detto...

Sto blog sta diventando una "casella postale"
Saluti e baci senza affrancare

Loredana ha detto...

Non scaglio pietre neanche io,perchè poi? Per colpire chi ha riscoperto la voglia di vivere e di amare? Faccio i miei migliori auguri a Francesco e Maria, troveranno loro la strada migliore per la loro storia, ovunque essa conduca.

loredana

Il poeta sulle 23 ha detto...

La telenovela, continua e in qualche modo ci appassiona, continuiamo a seguire i nostri due eroi, come bavosi guardoni dal buco della serratura.
Allora seguitiamo e stavolta parliamo del povero Francesco. Per lui gestire questa umbratile tresca gli costerà sicuramente un notevole dispendio di energie. Mister Soffio, nel post precedente, ce lo presenta come un impiegato o chissà un funzionario di un’ importante azienda. Da qui, si desume, che economicamente, non se la passi male, in questi tempi di crisi profonda
Dico, questo perché, anche le cose d’ amore risentono molto della nostra situazione economica, della nostra salute, insomma del nostro livello di benessere personale. D’altronde, un detto siculo, dice chiaramente che ” la minchia non vuole pensieri “.
Questi sedicenti e forse seducenti fedifraghi che sono Francesco e Maria, per mantenere nell’ambito della clandestinità questo loro amore adulterino, devono razionalizzarlo molto e forse alla lunga, uno di loro cederà. A quel punto, quando dovranno giocare a carte scoperte, la cartina tornasole ci dirà se alla fin sarà più forte Logos o Eros. A rigor di logica, dovrebbe vincere Eros, ma ad una certa età, e in base al conto in banca, anche Logos, ha le sue belle carte da giocare......

adriana ha detto...

non è una bella storia d'amore, ma solo una storia d'inganno, inganno per tutti, anche per loro due che non vedranno mai la luce del sole perchè quel "bel" sentimanto non reggerebbe la quotidianità.

leira ha detto...

Se nel logos sta il soffio (...) della vita (dopo che si è occidentalizzato),eros soltanto le conferisce energia vivificante ("...alma Venus...etc.etc." Lucrezio).
E anche se -filosoficamente parlando- molto ci sarebbe ancora da dire, questo, sinteticamente, è un fatto.

Passando a elementi di buon senso quotidiano e autobiografico, posso dire che il mio rifuggire da ogni forma di tradimento mi ha portato solo a non com-prendere gli altri nella loro complessità di esseri -per natura intrinseca- mutevoli, e -nel contingente- necessitanti di una ri-carica energetica diversa da quella che in quel momento potevo dargli io...E, come risultato, alla solitudine.
Capirlo in tempo può servire tanto a tradenti quanto a traditi, e -comunque vadano le cose!- ad un arricchimento del proprio essere e capacità di amare e com-prendere:per tutti.

Auguri! :)

Renata_ontanoverde ha detto...


Mi sembra che questo "amore" sia in realtà un'illusione ed un gioco d'evasione dei due, più che un vero amarsi. E' il rifugiarsi nelle braccia uno dell'altra senza "parlare" o parlando in libertà, non per l'altra o l'uno, ma per i presupposti che si vanno a generare nell'incontro. Ergo: è amare l'Amore, ma non l'oggetto del proprio amore...??

Amore secondo me non è solo perdersi tra le braccia dell'altro, ma anche trovarsi, misurarsi, sostenere, essere sostenuti, capire e lottare assieme fianco a fianco, ribellarsi, appianare, essere complici, MA NON con un'estranea/o, altrimenti è la dimostrazione dell'incapacità di assumersi la grande responsabilità, quella immensa del "vero Amore"... salvo però trovare la persona giusta, predestinata ad essere la nostra metà
http://www.youtube.com/watch?v=xXO2qBFo538

antonypoe ha detto...

non ho seguito tutto ma mi pare di aver capito quanto basta. interessanti le citazioni di socrate e rougemont. pare difficile conciliare e aver cura di tutto. si fanno delle scelte, che corrispondono ad idee e sentimenti. e si possono commettere errori. non trovo nulla di sbagliato in questo, se non in termini di comprensione. la vera comprensione riconosce le ragioni altrui, anche se diverse dalle proprie, e le accetta. in questo senso, con questo spirito, una conciliazione e cura di tutto è possibile. restano poi da risolvere alcuni problemini pratici. un saluto a tutti

Ambra ha detto...

Mi ha fatto morire dal ridere il commento di Joe Black. Eh beh, hai offerto il fianco :-)