venerdì 24 maggio 2013

NON E' NECESSARIO COMMENTARE



Ore 4 della mattina.
Potrei  dire di essere nato in caserma, il ché non é esattamente vero ma quasi.
In caserma suonava la sveglia all'alba, davvero all'alba e  in pochi secondi si doveva  stare in piedi "alla destra del posto branda", svegli, pronti alla "reazione fisica"
Così oggi, diventato  quasi vecchio, e i vecchi spesso dormono meno, quando apro gli occhi sono lucido subito, immediatamente.
Sono le 4 di mattina del giorno 24 maggio, sono trascorsi 35 anni dalla morte di mio padre, che vecchio militare, figlio di militare, scelse di morire il giorno del Piave.
Potrei stare ancora a letto, ma vivrò un eterno riposo, quindi posso mettermi a scrivere.
35 anni or sono  avevo 27 anni, credevo di essere adulto e maturo, persino più di altri, e invece non seppi fare nulla di  veramente adulto.
Mio padre voleva  che fossi presente  alla sua morte perché lui non aveva potuto esserlo, nel 1943, a quella del padre e ciò  gli era stato di peso per il resto della vita .
Penso che avesse ammirato  molto suo padre.
Anche mio padre  era stato ragazzo.
Quando ero bambino mio padre era un monumento,  in divisa, con tre file di medaglie sul petto.
Quando se ne é andato avevo 27 anni.
Quando lui aveva 27 anni stava in guerra comandava una compagnia di altri ragazzi e aveva la responsabilità della loro vita.
Io ho combattuto con lui solo stupide battaglie adolescenziali.
Oggi so che mio padre  era solo un uomo.
Oggi  sono passati 35 anni.
Ricordo tutto di quelle ore, ogni particolare, ogni sensazione, ogni atto mancato, ogni atto vissuto.
Non racconterò altro, l'anima vuole anche  riservatezza e  pudore, non c'é vanto, al più pietas per chi non c'é più e per chi poteva essere altrimenti

18 commenti:

Coloratissimo ha detto...

Caro amico,è bello ricordare.Il 24 maggio ci accomuna,nel lontano 24 1917 nasceva mia madre.Di mio padre non ha che sbiaditi ricordi fotografici,è morto quando io avevo 1 anno.
Felice giornata,fulvio

Pierluigi ha detto...

Finché c'è il volto e il nome, non c'è morte. Dimenticare il nome è far morire.

nellabrezza ha detto...

va bene, non commento, ma è proprio un bel post. ricordo che a scuola ce l'insegnarono la canzone del passaggio sul piave...

Sandra M. ha detto...

Occhi lucidi.

gattonero ha detto...

Così è e così sia.
Ciao.

nonno enio ha detto...

E' bello ricordarsi in questa maniera del babbo dopo così lungo tempo passato dalla sua morte e compiacersene... non tutti hanno avuto questa fortuna credimi.

Demetra ha detto...

Ognino di noi porta dentro di se dei rimpianti per i propri cari . Parole non dette q ualcuna detta di troppo

viola ha detto...

Non ho più i genitori.
Mio padre manca da 26 anni.Mi manca da 26 anni.
Mi accorgo di assomigliare a lui in tante cose... Vorrei avergli detto tante cose, averlo ascoltato di più...
Ma pare sempre che ci sia tanto tempo ancora...E poi un giorno dopo l'altro la vita scorre e pezzi della nostra vita se ne vanno...
Non ho più nessuno con cui parlare della mia infanzia.... A volte mi prende una struggente malinconia se penso, "vedo", la bimba che ero, i genitori, la vita agli inizi anni '60....
Poche cose, vita semplice di campagna.

stella dell'est ha detto...

Un omaggio molto bello a tuo padre!Olga

Renata_ontanoverde ha detto...

Ero presente all'ultimo respiro di mia madre nel '74 ed a quello di mio padre nel 2001. Specie prima dell'anniversario di mia madre sto male una decina di giorni prima.
Alla scomparsa di mio padre non ci voglio ancora credere...

Il "discorso" con loro continua, a volte li sento "vicini" a volte li sogno, ma non basta a colmare il vuoto.

Non ci sono parole: hai ragione!
Un abbraccio.

adriana ha detto...

Mio padre è mancato 30 anni fa e non gli ero accanto perchè era in ospedale, mia madre è mancata due anni e mezzo fa e non le ero accanto perchè ero andata a riposare un po' dopo esserle stata accanto giorno e notte per un mese...ma ho il rimpianto per ambedue!

Ask To Emily ha detto...

La cosa bella è che tu proprio oggi ti sia svegliato come un militare!

renato brinis ha detto...

Anche mio papà è morto il 24 maggio. Non di 35 anni fa ma di 14 anni fa. Quella data ha ricordato anche a me...il piave mormorava calmo e placido al passaggio....

Il poeta sulle 23 ha detto...

E vada per la caserma capitan Soffio! Il titolo di questo Suo post, è esplicito: Non è necessario commentare. Le sfugge però, o finge di non sapere, proprio Lei, che nel Suo corposo curriculum, se ben ricordo annovera, anche l’ attività di consulente aziendale e probabilmente di coach, uso a trattare la comunicazione e la PNL. Io, ho solo modeste nozioni della PNL, ma Lei, ben sa, che la negazione nella PNL, sottointende una comunicazione verbale di segno opposto, e credo sia ben conscio di ciò che intendo dire.
Lei ci offre un ricordo nobile ed austero, come si conviene ad un ufficiale militare di antiche tradizioni e lo lasciamo ben volentieri al Sua intimità e memoria.
Io invece, ho tuttora mio babbo in vita, prossimo ai novanta, che seppur nel pieno delle sue facoltà mentali, una brutta artrosi ai ginocchi lo costringono sulla sedia a rotelle e all’ assistenza di badanti, fu riformato alla chiamata di leva, in virtù di prezzolati gradi militari dell’ epoca. Era da poco finita la seconda guerra mondiale, e andare sotto naia, non faceva molto piacere.
Pur non provenendo da una famiglia usa al signorsì o al signornò, mostrine, galloni, greche e quant’altro, mio nonno paterno, combattente sul Carso, nella prima guerra mondiale, mi ha allevato a racconti romanzati, della guerra di trincea e di posizione, quando iniziò, proprio in occasione del passaggio sul Piave quel lontano 24 maggio 1915.
Un altro lontano trisavolo, datosi alla macchia, fu poi preso e messo nelle liste di coscrizione della Grande Armata d’ Italia dell’ esercito napoleonico – a quell’ epoca la Toscana, la Cispadana e il Regno di Napoli, furono assoggettate da Napoleone alla Francia - ecco spiegato, la sorte di quel lontano avo, che arrivò fino alla battaglia della Beresina, alla porte di Mosca, ma vista la malaparata, si diede disertore e riuscì a far ritorno a piedi, qui in Toscana dopo un lungo viaggio a piedi, orientandosi con le stelle.
La saluto, con le note del silenzio e l’ alzabandiera.

Ambra ha detto...

Hai rivelato un aspetto di te finora sconosciuto.

Mondod'Arte di S.Pia ha detto...

Posso solo dire,
grazie per aver condiviso con noi tutto ciò.

Un abbraccio

Anna Di Maria ha detto...

E' bello ricordare i propri genitori...

Elio ha detto...

"Il Piave mormorava, calmo e placido al passaggio...". Bella descrizione di tuo padre che, forse, avrebbe potuto essere comandante del mio (sergente) nella II guerra, poi partigiano a Venezia, dove ha rischiato di morire prematuramente.
Certo che una ricorrenza, direi quasi festiva, per l'Italia in te solleva amari ricordi. A presto.