giovedì 17 novembre 2011

CIO' CHE RESTA

Sarà che mi sono svegliato un pò prima dell'alba, sarà che le giunture scricchiolano, sarà il freschino della mattina, quello che sta dentro le case, e mi ricorda quando ero bambino e non c'erano i riscaldamenti centrali.
Allora la stufa era fredda la mattina e così l'aria attorno, ma io mi godevo quell'aria di inizio giornata, si andava piano, c'era tempo, le donne avevano gesti prometeici attorno al riattivare il fuoco.
Si aspettava il latte con il pane, altro che fiocchi o merendine varie.
Quando andava bene nel latte veniva mescolato cacao, ma eravamo già abbastanza ricchi.
Avevamo i piogiama a righe, con la giacca, e sembravamo dei carcerati in libera uscita.
Allora oggi ho guardato la scatola dei ricordi di famiglia, quel che resta dei nonni che non ho conosciuto o non ricordo.
Due occhialini piccoli, del nonno con la montatura di filo di ferro.
Come non pensare ai molti negozi che vendono occhiali in Via Emilia, almeno sei o sette in tre-quattrocento metri.
Un portafoglio vecchio, anche lui piccolo, sgangherato dagli anni ma che non doveva godere di molta saluta quando era in funzione.
Oggi no, abbiamo carte varie, bande magnetiche ecc.
Un piccolissimo astuccio contenente una statuetta in stagno di S.Francesco, il tutto la metà di un mignolo.
Si dice la portasse nel taschino in tempo di guerra.
Nulla a che fare con certe collane d'oro larghe due dita ostentate da buzzurri vari.
Una pipa, questa sì che é curiosa, piccola anche lei, lavorata con figurine di animali e una mosca finta nel cannello.
L'unica civetteria, ma piccola anche lei.
Eppure mio nonno non era piccolo, mi dicono fosse un uomo robusto, insegnava scherma, mica scherzava, eppure tutte le sue cose sono piccole.
Infine il libretto militare, tutto scritto a mano, calligrafia minuta e fitta, con la descrizione puntuale di tutto, ed i consigli vari per i soldati.
In un punto si dice che il militare "deve tenere netta la persona e lavarsi i piedi due, anche tre volte la settimana, specie al rientro dalle marce, e lavarsi il viso ogniqualvolta gli viene ordinato"
Roba da doccia Jacuzzi.
Della nonna resta poco, un medaglione, una spilla nulla di altro.
Una scatola da scarpe é sufficiente per contenere una vita.
E di noi ?? le enormi e largamente inutili quantità di cose che abbiamo che fine faranno?
I vestiti alla Caritas, é la cosa più facile, i mobili si potrebbero vendere a qualche antiquario, verranno pagati meno del giusto ma in genere va così.
I libri? una parete abbondante, chi li vorrà?
Alcuni sono parte della storia e non interessano neppure alle biglioteche, altri trattano di teologia, molti di psicologia, tanti i romanzi....mah.
Sarà una faticata per chi resterà, e non sarà facile ridurmi a una scatola da scarpe come i nonni.

27 commenti:

rosso vermiglio ha detto...

Ehi! Starai mica già pensando di salutarci?? Così, di prima mattina certi discorsi turbano!
E comunque le scatole di scarpe sono passate alla storia. Ora tocca alle memorie su CD ;)
buona giornata, va!

maresco martini ha detto...

Bè,anche io mi sono alzato presto, però ho acceso la stufa a legna, il riscaldamento alla notte lo tengo spento, ci da fastidio, siamo abituati all'aria aperta, ora sulla vecchia stufetta a legna farò il caffè per Chiara mia moglie io scalderò il latte, perchè al mattino non mi piace il caffè, mi arrostieò due belle fette di pane.
Così tutte le mattine in inverno, al mattino odio cibi dolci.
Come vedi almeno nella alimentazione sono rimasto un rudere contadino.
Poi zaini e via! fin che si regge..............

Graziana ha detto...

Com'è autentica la tua considerazione, Soffio!
Siamo soliti circondarci di paccottiglia e oggetti praticamente inutili; escludo da questo novero i libri. Occupiamo spazio, ci costringiamo a conservare, riporre, dimenticare, riesumare. Ci riflettevo proprio in questi giorni. Mi sono imposta, nell'immediato, di non acquistare più nessun ninnolo natalizio e di sostituire i souvenirs a prodotti tipici alimentari.
Così a scuola ho deciso di liberarmi di riviste, guide, saggi di libri adottati, mettendo tutto a disposizione di chi ne vuole, e ridurre l'essenziale in una scatola di stivali (troppo piccola quella delle scarpe;)
Alla stessa direzione indirizzerò il mio consorte che ha la mania di conservare anche il disordine (sigh!)
Spazio!
Buona giornata e grazie per questa utile riflessione.

nonno enio ha detto...

ricordo quel freschino al mattino perchè ero io che accendevo la stufa appena alzato, quella di terracotta con il tubo che girava in giro in giro brrrrrrrrr

viola ha detto...

Ciao Soffio, anch'io al mattino avevo freddo perchè la sufa di notte stava spenta. E mangiavo latte con un goccino di caffè o cacao e fette di pane tostate sulla stufa appena accesa. A volte penso che nella vita, da vera formichina, ho accumulato un mucchio di cose, libri, oggetti... che per me hanno un significato, ma per altri no. Pensavo un giorno, che quando mia figlia dovrà sbaraccare la nostra casa, dirà .."ma quanto ciarpame ha accumulato mia madre..." e sarà un lavorone buttare tutto...Spero lo farà con condiscendenza e simpatia...
P.S. Se hai un attimo di tempo, per favore, potresi dare una occhiata al mio post di oggi? Sarei curiosa di avere un tuo GRADITISSIMO parere..Ma và che sviolinata!

Titti ha detto...

Uhm. Ma perchè questi pensieri velati di commiato?Oddio, ogni tanto li faccio anche io, così.

Titti
http://dellaclasseedialtremusiche.blogspot.com/

giorgio giorgi ha detto...

Eh sì, siamo ingombranti. Abbiamo perso di vista l'essenzialità. Colpa del consumismo?

tiziano ha detto...

Ciao Soffio come sono belli questi racconti del passato, eravamo forse pio poveri ma alla fine eravamo felici,come hai detto bene latte e cacao era già roba da ricchi.buona giornata

Melinda ha detto...

Attraverso le tue parole ho sentito il profumo di un passato splendido, quando si era poveri, ma sereni.
E poi la figura dei tuoi nonni: quei pochi oggetti rimasti che comunque raccontano una persona.
Un post davvero bello!!!

silvia ha detto...

La scatola dei ricordi dei miei genitori è a quadrotti bianche e blu, di cartone anch'essa. Contiene, tra le altre cianfrusaglie, le lettere d'amore tra mio padre e mia madre, che non ho mai letto, e non so se leggerò mai.

... è ovvio che alle BIGLIOTECHE non interessino i tuoi libri, ma se per caso nel tuo sistemare dovessi ritrovassi qualche vecchia BIGLIA, eccome se l'accetterebbero! :)

tiziana ha detto...

Mi è piaciuta molto la frase degli appunti militari "deve tenere netta la persona e lavarsi i piedi due, anche tre volte la settimana, specie al rientro dalle marce, e lavarsi il viso ogniqualvolta gli viene ordinato" -nettare- ormai non si usa più ma è molto efficace. Io amo così tanto le vecchie foto, trovo che siano un documento importante per rappresentare la nostra storia. Ne ricordo alcune bellissime dei miei famigliari, alcune del primo '900, di queste ne sono rimaste poche, altre, sono andate perdute.

Joe Black ha detto...

Ho notato Doctor, che tu spessi pensi al dopo, a quello che avverrà quando non sarai più in vita (anche se hai scritto il post in prima persona plurale).
Non dovrei esser io a dirtelo ma...dovresti vivere più il presente, senza farti troppe domande. Il dopo per me, ad esempio. è raffigurato dal nulla e se ciò che resta della mia vita non entra o sta comodissimamente in una scatola di scarpe, quella scatola apparterrà al passato. Saranno ricordi per i miei posteri?
Chissà, forse neanche l'apriranno.
E' oggi che devo cogliere l'attimo, quello che non è materiale, quello che è da donare e mai da custodire come "il ricordo d'un passato" sicuramente pieno di tante anticaglia!
Buon presente Doctor
Elisena

chicchina ha detto...

Sarà che è novembre,che i primi pungenti freddi mattutini acuiscono il bisogno di tepori che spesso cerchiamo nei rassicuranti ricordi di ieri,ma di prima mattina,pensieri così grevi?.
Nelle giornate di sole,per avere la massima luce,e lucidità sto già cercando di riorganizzarmi per il dopo.Ma poi chissà...
Una serena e tiepida giornata.

mammaMarina ha detto...

Un racconto dal sapore nostalgico e un tantino triste. Ho sorriso con i pigiamoni a righe, li aveva anche mio fratello e ciò che mi faceva terribilmente arrabbiare era il doverli ereditare io quando a lui non andavano più bene. Io volevo la camicia da notte!!!

Mary ha detto...

Ci penso anch'io... sai... ci penso spesso a quello che di me resterà... Ci penso a lungo...poi concludo con me stessa... resterà quello che avrò all'ultimo momento... ma sarà così esiguo che forse potrà essere contenuto ancor meno che in una scatola di scarpe... Tutto nel pugno di una mano.
Un caro saluto,
Mary

teoderica ha detto...

Oh Soffio, ma tu lo fai apposta per mettermi nei tormenti?
Io vorrei cambiare casa, molto più piccola la vorrei, ma mi frena tutta la mia "roba", ho quintali di roba che non riesco a gettare, pensa non getto neanche i libri gialli o le riviste d' arte, ma neanche le buste di carta che ti danno i negozi, certune sono così belle che non si può gettarle, pensa poi che raccolgo anche il "gettato" dagli altri, perchè ne faccio forse delle opere d' arte...io salvo la vita ai rifiuti sperando che qualcuno salvi me.
Ciao Soffio.

Galadriel ha detto...

Forse è giusto che di noi non rimanga nulla di più di quello che puo contenere un pugno. Lo spazio più grande dobbiamo occuparlo nel cuore di chi abbiamo amato. E speriamo che così sia! Buona nottata Doc.

il monticiano ha detto...

Anch'io ho la tua stessa preoccupazione perché la quantità di cose e oggetti vari da me accumulati nel corso dei miei tanti anni saranno un grosso problema per chi resta.

Adriano Maini ha detto...

Ma quei ricordi sono storia, storia vera!

Edoardoprimo ha detto...

Ciao Soffio.
Hai postato un articolo di una notevole sensibilità. Con poche parole sei riuscito a destare ricordi dalle implicazioni profonde.
Alcuni passaggi toccano i sentimenti più reconditi creando nel lettore una serena e commossa malinconia. Sei bravo nello scrivere. Complimenti!
Un abbraccio vellutato. Edo
piesse: Grazie per essere passato nel mio Blog.

nino p. ha detto...

Ciao Soffio, ieri stavo pensando più o meno le stesse cose che hai pensato tu... mi sono ricordato dei bracieri e delle bucce di mandarino sulla brace per far profumo... la vita era più dura forse, ma quella semplicità di allora era senza prezzo...

anella ha detto...

grazie per i tuoi commenti, perchè non partecipi al mio sabato quiz???

Carlo ha detto...

Non ho un vero cofanetto dei ricordi,ma ne ho tanti all'interno della mia memoria. Questo post mi ha fatto ripensare quando da piccolo stavo con i miei nonni, allora non c'erano tanti soldi e loro erano molto risparmiatori perché vivevano del sudore delle campagne (si svegliavano alle 5 del mattino per rientrare alle 19). La sera quando c'era freddo ricordo che mia nonna metteva un braciere in mezzo alla stanza (spesso dentro ci finivano anche due tre patate...erano buonissime quando si cuocevano ci si metteva un filo di olio e sale) e ci radunavamo li intorno guardando la televisione o scambiando delle chiacchiere. Spesso ascoltavo i loro racconti di quando erano giovani. Ma potrei stare a scrivere fino ad annoiarvi con questo post.
Concludo solo dicendo a Soffio che io non mi preoccupo di ciò che sarà di quello che ho accumulato o accumulerò, penso che il futuro sarà digitale tutto potrà finire su memorie siano essi libri che ricordi e i nostri figli avranno questa banca dati da cui andare ad attingere. Ricordi che si materializzeranno in immagini perché l'evoluzione sarà questa.
Saluti

Sandra M. ha detto...

Tante cose son davvero inutili però, vero?...non credi? Come dice Giorgio , son forse il frutto di tante esigenze finte e indotte. Non dico di poter essere ridotta in una scatola da scarpe ma...
Anche io a volte mi guardo intorno e penso "mamma mia quanto lavoro per chi dovrà vuotare questa casa".
Da piccola anche noi avevamo la stufa solo "in casa" come si diceva allora per denominare la cucina. La mamma si alzava ad accendere la stufa e appendeva i vestiti tutto attorno perché si riscaldassero....

Carlo De Petris ha detto...

Io spesso faccio un pensiero che non è collegato direttamente a questo proposto, ma ha diverse affinità: "Che se ne faranno gli storici del futuro della miriade di informazioni che siamo capaci di produrre e memorizzare oggi? Nno rischiamo di strangolarmi per i troppi dati e le troppe possibilità?"

PEr quanto riguarda i ricordi della mia persona, un buon 90% può essere racchiuso in un Hard Disk da due pollici e mezzo. Nno so se è un bene o un male :/

unrosetoinviacerreto ha detto...

Arrivo per caso in questo post e leggo che il mio problema non è solo mio.
L'accumulo di tutto, anche dei ricordi,
ma quelli per fortuna non occuperanno spazio dopo di me.
Sarà l'età, ma penso spesso che vorrei liberarmi di tante cose senza poi materialmente riuscirci e restandone anzi sempre più invischiata.
E' tutto così triste! Sarà colpa di questa nebbia che tutto avvolge e non fà
intravedere nessun chiarore.
Buona giornata.

S A ® A ha detto...

Utile è un libro più di una minestra calda. Riscalda il cuore per giorni e giorni. Non solo nell'ora del pranzo o della cena.

[gli scaffali pieni sono la mia dispensa]

Un caro saluto, Sara!