domenica 27 maggio 2012

L’ARTE FERITA

Scrivo della sola Provincia di Modena perché non ho altri dati.

Se il sisma si fosse manifestato la mattina in orario di Messa la conta dei morti sarebbe ben più alta

RINGRAZIO TUTTI COLORO CHE HANNO COMMENTATO IL POST PRECEDENTE, AVREI VOLUTO FARLO INDIVIDUALMENTE MA ORA NON RIESCO A TROVARE SPINTA PER FARLO.

Bomporto
Pericolo di crollo Parrocchiale di s Nicola del ‘600

Sorbara
In parte crollata S Agata a struttura romanica

Camposanto
Lesionata la parrocchiale e l’oratorio

Cadecoppi
Settecentesca S Girolamo lesionata con campanile da demolire

Carpi
Inagibile la Sagra costruita da Matilde di Canossa
Inagibile il Duomo e S Nicolò

Cavezzo
Non utilizzabili S Egidio – S Giovanni – S Maria, tutte del ‘600

Concordia
Parzialmente distrutta la parrocchiale S Paolo del ‘500
Inagibili le chiese nelle frazioni di Fossa e Motta

Medolla
Lesionata la parrocchiale del '700 con campanile pericolante
In parte crollata S Bartolomeo e S luca

Nonantola
Chiusa per ora Abbazia del 742

Novi
Inagibile S Michele del ‘400

Rovereto
Crollata la navata di S Caterina

Ravarino
Gravi danni al santuario di Stuffione

San Possidonio
Parzialmente distrutta la parrocchiale del ‘700

S Prospero
Lesionate S Pietro e Staggia

Municipi, con opere d'arte, inagibili a Cavezzo, Concordia, Medolla

30 commenti:

Soffio ha detto...

JOE BLACK

Quando le foglie cadono senza che soffi forte il vento, quando il silenzio precede il boato, quando il freddo della paura vibra nell'anima e le sirene urlano al cielo resta solo la polvere d'ogni bene perduto d'ogni vita azzittita sotto i muri crollati E niente è più come prima nell'ondeggiare al sussulto del cuore della terra! Elisena Ti sono vicina Doctor con tutto il mio affetto. Sono vicina alla tua terra che ha risparmiato mio figlio, vivo il tuo e il dolore di tutti T'abbraccio forte! Elisena
di Joe Black s

Loredana ha detto...

Un'Italia ancora una volta ferita, una terra che saprà rialzarsi!

un abbraccio

loredana

Susanna ha detto...

Io non ho parole adatte a commentare tanto dolore e distruzione. lascio solo un segno del mio passaggio e un abbraccio.

Cirano ha detto...

purtroppo a Reggio Calabria di terremoti ne abbiamo dolorose esperienze; difficile è ricostruire quando si affacciano interessi economici che travalicano il bene comune, vedi L'Aquila.
Ma da voi è un'altra storia.

chicchina ha detto...

Un lungo elenco di distruzione, e dietro ogni nome tanta Storia.Le parole sono quì poca cosa,lascio solo un segno di vicinanza ed un caro saluto.

Rita ha detto...

Già... niente sarà più come prima...
pezzetti di passato che sarà già una fortuna se rimarranno in qualche archivio storico a testimonianza della loro esistenza...
Ti auguro di avere tutta la Forza che sarà necessaria per affrontare un'Esperienza che si preannuncia lunga e difficile...
Ti mando col cuore la Speranza di uscirne nel migliore dei modi, nonostante tutto...

Il poeta sulle 23 ha detto...

Caro Mister Soffio, a fronte di un elenco minuzioso, quanto parziale, che come Lei precisa, riguarda solo la provincia di Modena, non possiamo che essere addolorati. Certo il dolore più straziante è quello rivolto verso le persone, per fortuna poche, che sono rimaste vittime del sisma, poi viene il resto.
Non conosco molto l’ Emilia, ma ricordo bene di essermi fermato a Carpi per una breve visita quattro o cinque anni orsono e rimasi molto colpito dalla bellezza di Carpi Rinascimentale.
So anche, che quelle sono le terre di pittori come il Carracci, il Guercino, il Parmigianino eccetera eccetera, e pur non conoscendo nei dettagli se hanno lasciato le loro impronte anche nei luoghi che Lei cita, mi dispiacerebbe se dovessimo perdere opere o capolovari dell’ arte del Seicento, o di altre epoche, anche se riguardasse non questi, ma anche pittori minori.
Quelle sono le terre delle signorie degli Estensi, grandi mecenati e nondimeno cultori dell’ arte a tutto tondo e sicuramente anche i territori con le loro chiese, i signorili palazzi del contado, avranno custodito loro lasciti artistici di notevole interesse.
Dispiace, poi sapere a disastro avvenuto, come sempre succede in questo benedetto Paese, che sarebbe stato necessario avere provveduto a fare interventi di stabilizzazione o di protezione a questo o al tale monumento per evitare la loro distruzione o perdita in caso di eventi naturali come un terremoto. Siamo il paese con il più importante patrimonio artistico mondiale, l’ unica nostra vera ricchezza, ma incapaci di salvaguadare, altri invece lo utilizzerebbero, con una buona gestione, per far fronte alla crisi economica che ci colpisce.

intherainbow ha detto...

Carissimo Soffio le immagini che la tv ci mostra sono terrificanti, più che un terremoto sembra che siano state sganciate delle bombe dall'alto!!
Siete un popolo con molta dignità e tanta forza!!
Un grande abbraccio di solidarietà!!:))

blandina (aracne) ha detto...

Caro Soffio, anche io non so cosa dire, di fronte a questi eventi naturali e sconvolgenti mi sento indifesa e vulnerabile.

Renata_ontanoverde ha detto...

Porca miseria Giuseppe!

Era meglio elencare i nomi di chi il terremoto ha distrutto dentro o rovinato materialmente e se lo porterà come un marchio nel DNA per tutto il resto della vita perché ha perso attività, casa,identità, perché continuerà ad essere ossessionato dai debiti e dall'insicurezza e dalla provvisorietà di quel boato e di quei crolli!

Tutti i meravigliosi monumenti crollati si potranno riedificare, certo saranno una copia e non l'originale, ma la pace degli uomini no! non si può riedificare, tu lo sai bene che sebbene curati, resta l'angoscia all'erta pronta a far saltar fuori lo spettro della provvisorietà e dell'insicurezza.

Ti posso assicurare per esperienza che interi paesi medioevali qui in Friuli sono crollati! Gemona ne è l'esempio più alto è stata ricostruita fedelmente con i massimi sistemi antisismici ed ora è il palcoscenico di ogni estate con manifestazioni medioevali e grande afflusso turistico.

Ma dovevi vedere i friulani in che condizioni erano, e ancora oggi dopo 36 anni i giovani sanno quello che i padri ed i nonni hanno subito! Gente forte, che pur annaspando alla deriva annegavano spesso nell'alcol la loro insicurezza mentre ricostruivano. Ancora oggi chi è sopravvissuto ricorda.

scusa lo sfogo, fa meno male parlare dei monumenti che delle vite rovinate, lo capisco, ma visto che i commenti sono moderati volevo manifestare a te ciò che penso, non occorre che mi pubblichi!

teoderica ha detto...

...gli eventi naturali mostruosi mi lasciano inebetita, istupidita, senza parole.

Anonimo ha detto...

OH GESUSU E MARIA!
ESCLAMAZIONE IN SARDO CHE NON HA BISOGNO DI COMMENTI
SALUDUSU

Ninfa ha detto...

Ricordo quando tu e tua moglie avete raccontato, all'incontro blogger, dell'episodio del pendolo durante la prima, forte scossa di sabato notte. Certo ancora non ci si aspettava che lo sciame sismico continuasse. E' difficilissimo convivere con la paura di una nuova possibile scossa...l'ho provata anch'io, a metà degli anni '80, quando si succedevano tutto il giorno e la notte piccole scosse. Il pensiero che mi terrorizza di più, ancor più della morte, sarebbe restare viva sotto le macerie. Coraggio Soffio, passerà anche questa!

Sciarada ha detto...

Ciao Giuseppe,davanti a tali disastri l'amarezza è tanta e poche sono le parole.
Un abbraccio a tutti voi.

Ambra ha detto...

Mamma mia, che disastro. E stamane è successo di nuovo. A Milano si è sentito forte. Proprio ora ho parlato con Sandra che mi ha detto che questa mattina c'è stata nuovamente una forte scossa. Qui non vanno i telefoni, né la tv, la connessione salta. Non so dov'è l'epicentro. Ora cerco notizie. Che disastro!

Adriano Maini ha detto...

Non trovo le parole giuste per esprimere la mia amarezza per quanto successo e la mia umana solidarietà alle popolazioni colpite!

Melinda ha detto...

Soffio come va? Sto leggendo dei danni dell'ultima scossa.
Dacci notizie.

trillina ha detto...

Dopo la scossa di oggi alle nove, sentita fortissima anche qui in provincia di Venezia, non posso che stringere te, i tuoi cari e la regione tutta in un forte abbraccio. Sono sicura che la gente emiliana saprà risollevarsi. In bocca al lupo!

Stefania ha detto...

ti sono vicino... da abruzzese...

Tereza ha detto...

Che dire in un momento così?
Ogni volta che c'è un territorio ferito come ora è l'Emilia, ce ne sentiamo tutti un po' parte.
Certo che è un paese davvero sfregiato dalle sventure questo nostro!
Sai, oggi ho pensato soprattutto ai più fragili e agli anziani prima di tutto, al senso di precarietà fisica e psicologica che prende quando la terra trema tante volte.
Vorrei poter fare qualcosa, vorrei essere sul posto, se non altro per una carezza.
Ciao, Soffio, vi abbraccio tutti

mariapia ha detto...

Ero un po' che non passavo di quà ed oggi quando ho sentito le forti scosse ho pensato a te e alla tua famiglia. Spero tutto bene per voi.
Coraggio e tanti auguri, Mariapia di Verona.

gattarandagia ha detto...

un abbraccio.

ho amici a san Prospero ed a Cavezzo, e di questi ultimi non riesco ad avere notizie.

ivana ha detto...

Dopo tutto quello che é successo oggi, riesco solo a dire :Speriamo finisca tutto presto e senza altri danni a persone e cose !

Carlo ha detto...

Caro Soffio non posso non essere d'accordo (se pure con più moderazione, ma accettiamo il benevolo sfogo)con Renata. Oltre alla crisi economica anche il sisma aggiunge ansia e paure; colpisce all'interno, nei parchi la paura è impressa nei volti delle persone. Non c'è il coraggio di rientrare nelle proprie abitazioni il pensiero è sempre rivolto al sisma al boato. Basta un piccolo rumore per mettere in allerta...sarà una notte lunga e non solo questa notte!

nonno enio ha detto...

quì dopo la scossa di stamattina, tutte le speranze e tutte le certezze vanno a farsi benedire... il fenomeno si sta rivelando, parlo delle cose distrutte, uguale se non superiore a quello di Aquila... anche quì morte e distruzione.Mi ha fatto impressione quel prete che è deceduto nella sua chiesa per salvare un crocifisso!

Lorenzo ha detto...

Il problema che si pone adesso è cosa fare nei prossimi giorni, settimane, mesi e anni.

Se i geologi dicono che i terremoti di uguale o maggiore intensità possono andare avanti all'infinito, non ci restano che due opzioni, evacuare a tempo indefinito l'Emilia e ricostruire tutto da capo con strutture di legno per edifici residenziali bassi e in acciaio per tutti gli altri.

Quando dico ricostruire tutto, intendo TUTTO, non solo gli edifici lesionati. Qualsiasi cosa sporga dal terreno deve resistere ai terremoti. E non resistere una volta, resistere a terremoti tra 5 e 6 all'infinito.

zloris ha detto...

... Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie ...

Farfallalegger@ ha detto...

Ma adesso come va? La scossa di ieri è stata fortissima...

gattarandagia ha detto...

avuto notizie: gli amici di S. Prospero stanno bene con la casa in piedi.
quelli di Cavezzo ... beh, sono vivi, ma la loro casa e la loro attività non esiste più ...

Coloratissimo ha detto...

Che dire,una tristezza la censura preventiva.
Leggendo tutti si impara molto di più che condividendo il pensiero con quelli che ti danno ragione.
Un caro saluto,fulvio