mercoledì 18 maggio 2011

CANI PERDUTI SENZA COLLARE

Domenica pomeriggio ore 16, giornata uggiosa, combatto a lungo tra eros e dovere, vado o non vado a comprare un toscano? Si sa che la carne é debole, come disse il filosofo "so resistere a tutto tranne che alle tentazioni". Vorrei avere vizi più turpi, più chiacchierabili, ma ho solo questo del toscano. Mai fumato una sigaretta, ma se ti piace il toscano dopo non ti piace più nulla.

Vado dunque al bar tabaccheria che sò aperto sino a tardi, uno degli ormai tanti bar gestiti da cinesi.

Al banco una donna , età apparente 55 almeno con un bel bicchierone di bianco, é palesemente sola, e quello é un posto di aggregazione.
Scherza, magari un pò alticcia con un uomo, grosso, dalla maglietta ordinaria, la barba lunga.
Ad ascoltare un altro uomo, età apparente 45, seduto su uno sgabello, come chi non ha nulla da fare, é domenica, ma anche forse nessun altro posto dove andare o persone che gli tengano compagnia.
Anche lui ha un bicchiere, però di birra, e a un certo punto commenta la conversazione dei due, sembrano abituali, ma solo la domenica.
Anche l'uomo della birra veste una maglietta ordinaria, pulita, é nel complesso ben tenuto. Mi immagino un single che si arrangia da solo, oppure un bravo figlio non sposato con la mamma anziana a casa che lo gestisce ed il bar con birra é la sua scappatella.
Due giovani di colore parlano fuori dalla porta, fumano, salutano un terzo che passa su una bici sgangherata e si ferma tutto allegro.
Questi di colore sono spesso più allegri , magari per loro é già tanto così.
La signora si rivolge anche a loro e parte una serie di battute, l'integrazione é anche questa, sotto l'occhio vago del barista cinese.
Tre videopoker con un uomo e una donna che giocano accanitamente, lei con la sigaretta che pencola da un angolo della bocca, tacciono, sguardo fisso sul video.
Decisione improvvisa, prendo una birra anch'io, piccola però, la birra mi piace ma non troppo.
Mi fermo e osservo, basta questo perché la donna mi chieda parere sulle sue esternazioni.
Me la cavo con un " già, in effetti...." ma tanto basta perché l'altro, quello con la birra grande le dica " vedi, anche questo signore ha dei dubbi su quello che dici"
Non mi sembrava di aver proposto molte considerazioni, non seguivo il discorso, però ero diventato "un signore", evidentemente non faccio parte della fauna stanziale.
" ma questo signore é uno che le cose le capisce" continua la donna.
Meglio andare, non si sa mai che mi chiedano cosa faccio nella vita, dovrei dire la verità, ed é meglio restare anonimi.


Cesbron = cani perduti senza collare

3 commenti:

cristiana2011 ha detto...

Mi è parso di vedere il bar e gli avventorì, tanto bene hai descritto questi momenti di contatti umani.
Cristiana

teoderica ha detto...

...essere anonimi è riposante ma poco eletrizzante.
Au revoir mon cher amie.

Tereza ha detto...

Stupendo il finale:"non si sa mai che mi chiedano cosa faccio nella vita", detto da uno che fa il tuo mestiere è un segnale di intelligenza ironica superlativa.
Mi piace, punto.