domenica 22 maggio 2011

.......MA........LA' NON C' E' NULLA !!!

Così mi hanno detto gli amici di Ravenna quando ho chiesto indicazioni sul come arrivarci.
Comunque dopo il ponte rosso, dopo il primo semaforo a destra per Forlì, non si può sbagliare.
Il ponte rosso é determinante per chi arriva dall'Emilia.
Il ponte rosso é detto tale perché anticamente era verniciato di rosso, non tutto é rimasto, ma quanto basta per distinguersi da altri ponti stradali e consentire un buon orientamento per l'ingresso in Ravenna.
Ma oggi si trattava di andare oltre, non troppo ma decisamente oltre.
Dunque strada per Forlì, pochi chilometri ed eccolo !!!
Per la verità un pugno di case in un curvone e quì sembra appunto che non ci sia niente, poi a ben guardare si nota che:
Nella prima casa una solida insegna di sarto - mica tutte le frazioni hanno un sarto !! quindi se hai voglia di farti fare un vestito a misura lì puoi.
Ufficio postale, comunicazioni e affari assicurati.
Un poco più avanti un buon parcheggio ombreggiato e anche questo é un privilegio, ma nel parcheggio c'é pure una tavola con relative panchine sempre all'ombra..
Quindi possibilità di sosta magari guardando quei fanatici che la domenica, in branco corrono veloci per la strade basse vestiti da ciclisti, urlanti alle macchine che li intralciano.
Nel piazzale della panchina due altri lussi rilevanti, una stazione di sosta bus con relativa panchina coperta d'ordinanza ed una ormai rara cabina Telecom.
Dunque non mancano le rarità compresa persino una fontana pubblica ove il viandante può ristorarsi.
Vicino a tutto ciò camere disponibili con idromassaggio....!!! e dite niente ??.
Il libero mercato e il ristoro del viandantesono assicurati dalle sorelle.
E quì si entra nella storia, nel passato che é presente.
Non si può dire un negozio, neppure una rivendita di giornali e tabacchi, neppure un bar, é tutto ciò assieme, dal sapore antico, con appesi ai muri quadri e quadretti che vogliono parlare di arte e di diversità.
Comunque siamo in Romagna, dunque si annunciano piadine crescioni e rotelli con i relativi prezzi rigorosamente scritti a mano su bigliettini.
Uno di essi infine annuncia "sorrisi gratis" e altro cartello ringrazia all'uscita.
Barista....(ma non so se sia giusto dire così, mi pare riduttivo) seria e compunta, grembiule intero bianco, affacendata a strofinare e ordinare.
Mi limito al caffé, e utilizzo la zuccheriera antica, altro che bustine intestate da collezione.
Mi guarda appena, o così sembra, viso affilato, roba da stare un pò in punta di forchetta.
" Scusi i servizi ??"
" Di là" cortese ma senza concessioni.
Il bagno caratterizza sempre un locale e quì si aprono due porte, uguali, due servizi uguali, piastrelle a fiori rosati uguali, ma due figurine, un uomo e una donna pitturati sulle porte per distinguere.
Bagni uguali, alla turca per intenderci, parità di sesso ma giusta distinzione di percorsi.
Non c'é molto movimento, é ancora presto questa domenica mattina a Ghibullo, non mi resta che andare.
E pensare che non ci doveva essere nulla e invece da quì partono post fulminanti.

5 commenti:

Adriano Maini ha detto...

Oh, si, vorrei vederlo anch'io un locale così!

teoderica ha detto...

...caro Soffio, grazie della visita, hai trovato le mie scritte e i miei disegni ma non hai trovato me, hai trovato mia sorella, ieri era la mia domenica di riposo...io sono famosa per il mio sorriso di me non avresti detto che sono cortese ma sorridente.
Un bellissimo post grazie, grazie davvero.

Marianna ha detto...

Passo per un semplice saluto :Ho letto tutto come promesso ciaoooooo

Krilù ha detto...

Oddddiiiiio !!! romagnola purosangue, qua ci vivo da sempre ma, del ponte rosso, proprio non ne avevo mai sentito parlare (e mi piacerebbe pure sapere qual'è).
Ma ... che debba essere proprio un modenese a dirmelo?

Anonimo ha detto...

Ma i sorrisi gratis sono quelli dati dai lavoranti del bar o vengono invece pretesi dai clienti?
Lo chiedo perché mi stavo interrogando su cos'accadrebbe se entrasse un cliente un po' intristito, che magari quel giorno non ha voglia di sorridere...sarà che mi è capitato di recente di sedere al tavolo di un bar e sentirmi tanto afflitta da tenermi la testa con le mani...
Vabbé, certo che un sorriso di barista ti risolleva sempre: io mi tengo stretto quello del mio barista del mattino, una sorta di Lando Fiorini agée, coi basettoni e la panza alla carbonara, che ti accoglie con un sorriso ironico, pacioso e rassicurante e un cappuccino sempre "ar bacio".
Tereza