venerdì 22 luglio 2011

SALI A BERE UN THE

Avevo sentito la voce al telefono, non era la sua abituale, era un misto di tristezza e solitudine.
In questi casi si invita l'amico a fare due chiacchere, anche se poi non sono chiacchere ma discorsi di anima.
Ha preso un Martini dry, non lo avevo mai visto prendere un Martini.
Allora...che c'é - poi sono stato ad ascoltare.
Guardando in fondo al Martini mi ha detto di lei, di una sera qualunque con lei, cosa rara, l'ha incontrata più volte, ma sempre con altri amici.
Lei viene dall'est, ha occhi scuri, un ciuffetto di capelli che danza tra gli occhi.
E' una bella donna - mi ha detto - ma é come la Rocca di Gibilterra, puoi solo esserle amico, nulla di più, non tentare di scalarla.
Con lei si sente che c'é qualcosa di profondo che non ti dice, che sfugge, che non puoi raggiungere se lei non vuole.
E' una donna forte, che ha combattuto la vita e che non si arrende anche se é tentata a volte di farlo.
Lavora duramente, sa fare il suo mestiere, un lavoro delicato, che richiede precisione, concentrazione, in poche parole anche da lei dipende la vita di qualcuno.
Lei sa ridere ma c'é qualcosa di triste comunque.
Quando si ferma a pensare e poi all'improvviso le si arrossano gli occhi non puoi fare nulla, neppure stringerle la mano perché la ritira subito.
Quella sera gli ha detto - sali a bere un the...ma solo un the.
Il mio amico ha fotografato tutto "con la pancia", ha rivisto scale antiche, consunte dal tempo, quattro piani a piedi e ad ogni piano ha visto un mondo che é ormai lontano da noi.
Finestrelle velate da improbabili tendine rossastre, pianerottoli con balconcini che nascondono cucinette piccole e tavoli ancora di formica, facce di giovani, studenti ?? lavoratori precari ?? intraviste dietro le finestre sulle scale, altro che privacy.
All'ultimo piano cambia il colore delle scale, si fanno più rosse, quasi a segnalare che il mondo lassù cambia ancora.
Una stretta allo stomaco entrando.
Un bagnetto piccolo, una sala discreta, ma la luce...quel globo che emana una luce tenue, un pò giallastra,
Arredato l'appartamento,...arredato poco, ma in ordine.
In ordine ?? sì, compatibilmente con i pochi mobili e le inevitabili sportine a terra.
Libri sul tavolo, libri su un armadietto, una lavatrice che non funziona.
Lavo tutto a mano, ha detto lei, spero di comprare una lavatrice per l'inverno.
Le nostre donne non si adatterebbero più a lavare a mano, pure lei é sempre ordinata, abiti semplici portati con eleganza.
Ti offro un the- ha detto - apparecchiando con una tovaglietta di carta.
Lui guardava tre vasetti con minuscole piantine sul davanzale, un altrettanto minuscolo quadretto appeso nel muro, una Madonnina di metallo.
Le Madonne dovrebbero essere almeno in legno si é detto.
Ha scostato una tenda, un muro a pochi metri, tutto quello che si vede.
Il mio amico ha pensato a casa sua, grande, con la tovaglia di stoffa, armadietti ovunque, cucina quasi perfetta, luci ovunque, bagni grandi.
Ci vuole del coraggio a vivere così, soli, lontano dalla propria casa di origine, eppure dignitosi, coraggiosi, senza abbandonarsi alla rutilante città, senza concedersi a nessuno.
Come sarebbe vivere con una persona così ?? resta un sogno, una fantasia da coltivare o annegare nel Martini.
Le ha voluto molto bene in quel momento, avrebbe voluto essere un principe delle favole, ma le favole sono favole, il mio amico é bravo, sa che non deve esagerare con i Martini, lui é una persona seria, coerente, non vorrebbe mai ferirla.
E' uscito in silenzio, dandole la mano.
Ha coraggio quella donna.

6 commenti:

teoderica ha detto...

HA CORAGGIO E DIGNITA' QUELLA DONNA.

Sciarada ha detto...

Ciao Giuseppe, penso che il tuo amico e questa interessante ragazza possano regalarsi e concretizzare la favola, lo sai meglio di me, lui deve solo aspettare che lei curi lentamente le ferite della sua anima e schiuda l'armatura dentro cui è rinchiusa per ridare fiducia a chi la circonda, per una donna di tale dignità e coraggio ne vale la pena!
Buon fine settimana!

Waterwitch ha detto...

E si ne ha tanto tanto, più di tutte le done italiane probabilemente, che non solo non la capiremmo e non ne saremmo all'altezza, ma probabilmente molte di noi la giudicherebbero pure sentendosi superiori...

Sara... ha detto...

Ho conosciuto quella realtà.. il tuo amico è una grande persona!
Grazie della condivisione!
:-)

Adriano Maini ha detto...

Sì, ha coraggio quella donna! E il tuo amico é un grande uomo.

rosso vermiglio ha detto...

Tanto coraggio. Io ho conosciuto Maria, una signora ucraina di pari compostezza e dignità. Anche lei una storia difficile alle spalle. La decisone di lasciare un buon lavoro, la sua casa, orgoglio delle sue fatiche e rinuncie, per dare un futuro migliore ai due figli. Quando ne parlava, gli occhi diventavano lucidi e la commozione saliva. Di lei ho sempre ammirato la grande determinazione, il non voler cedere i propri valori a compromessi facili di chi la vedeva preda. Una gran bella persona. Perciò, capisco i turbamenti del tuo amico. Ci si può sentire attratti da persone così.