sabato 30 luglio 2011

SI VA' .....SI VA'

Abbiamo cominciato !!! otto ettari di pere da raccogliere, le mie ferie.
Le attendevo con ansia, terra, sole, alberi, pere, cielo, niente altro, nove-dieci ore al giorno.
La notte prima della partenza a letto alle 23, alle 5,30 sveglia prevista.
Tutto pronto, camicia a maniche lunghe per non graffiarsi troppo le braccia (una camicia un tempo usata per gli incontri business), pantaloni ex docenza d'aula, tre bandane uso sudore alla fronte, scarpe alte, fazzolettone mimetico, occhiali vecchi che non temono la polvere.
Mi sono svegliato varie volte la notte, il tempo non passava, alle 5, alla faccia della sveglia, in piedi, robusta colazione da contadino e via !!
Lungo la strada si gusta il levar del sole, quando la palla di fuoco non é ancora sorta ma il cielo é già rosa.
La mattina non é delle più limpide, e mentre voi cittadini guardate le previsioni per sapere se si farà spiaggia, noi guardiamo il cielo perché bastano pochi minuti di maltempo grandinoso per mandare al diavolo un anno di lavoro.
All'arrivo mi preparo come si deve, calco il cappello di paglia, utile per il sole ma anche per raccogliere più pere contemporaneamente.
Ottimizzazione del tempo avrei detto in consulenza aziendale, oppure time management.
Ma quì ci sono quattro pachistani secchi e scuri, un polacco che non parla italiano, un indiano, e qualche ragazzotto nostrano, di quelli che arrangiano la vita e parlano solo di rock.
Io come sempre sono la "squadra a piedi" ossia quello che da solo raccoglie sin dove arriva il braccio, più in alto ci pensano i carri.
Ore sette inizio, suonano le ore del campanile, l'orologio non serve.
Inizia una pioggerellina leggera, puntualissima, gli Dei ci fanno sapere che non dobbiamo sfidare, che loro ci sono ed é meglio rivolgere un pensiero deferente.
Pochi minuti di sosta, tanto per far loro sapere che lo sappiamo che non tutto dipende da noi.
Speriamo però che smetta, non si raccoglie sotto la pioggia intensa.
Mi vengono in mente le frasi da cittadino del tipo " buona cosa, l'acqua farà bene ai giardini"
Si vede che non conoscete la campagna e non ci lavorate !!
In casa teniamo l'ulivo benedetto dell'anno precedente e, in caso di minaccia di grandine lo si brucia, ma per ora non serve.
Inizio a raccogliere, c'é un sottile piacere a lasciarsi bagnare dalla pioggerella senza dover rendere conto a nessuno.
Un solo quarto d'ora e gli Dei si calmano, resta solo l'acqua sulle piante e ad ogni pera alta che stacchi fai una piccola doccia, ma é tutto previsto.
Alle 11 sole splendente, sensazione di foresta tropicale, le casse si accumulano.
Saprò alla sera che ci attestiamo sugli 80 quintali al giorno, bene.
Ore 12 sosta, piatto di pasta, pomodori dell'orto, fiori di zucca dell'orto, fritti, il tutto nello stesso piatto perché le donne non hanno tempo per lavare troppo.
I pachistani mangiano cibi portati da casa, non si mescolano con noi, stanno a fianco.
Sarei curioso di assaggiare quei cibi che non si capisce cosa sono, ma mica posso contraccambiare con vino e salame !!.
Le mani le abbiamo lavate, il resto no.
La camicia bianca ha già un colorino verdastro quà e là, i polsi sono sul marroncino, le scarpe meglio non guardarle perché in alcuni punti c'era fango e ci si deve andar dentro senza tanto pensare.
Si ricomincia con il sole a picco, aria ferma.
Il segreto é risparmiare il fiato, ormai dopo anni ci si capisce a sguardi, al più a fischi se vicino c'é il carro con il motore scoppiettante.
I pachistani lavorano seri, non parlano mai e, quando comincia il Ramadam, stanno tutto il giorno senza bere sotto il sole.
Ti credo che ci fanno paura, quale buon cristiano farebbe una cosa simile ??
Alle 15 si boccheggia un pò....pciù!! ho ingoiato una coccinella, non sa di niente.
Ore 18, i motori dei carri si spengono, per oggi abbiamo terminato.
La sera non sono affatto stanco, dopo un anno di poltrona e studio il sole e la terra offrono una energia atomica.
Un mezzo toscano in balcone a scrutare il cielo, domani si ricomicia, e via così per un mese e oltre.
Anche quest'anno andando al bar potrete chiedere un succo di frutta.

15 commenti:

Sara... ha detto...

Incredibile il racconto di chi lo fa per passione! Un tutt'uno con la natura, lo splendore dell'alba e la soddisfazione della fatica fisica!

Se dovessi raccontare quando lo facevo io,(non per scelta ma per dovere, papà era molto esigente!)il racconto sarebbe diverso!
-Maledetta pioggia e ancor più maledetto sole che alza l'afa, i calli alle mani che si aggiungono ad altri calli, fango e scarpe pesanti.. senza contare il piede messo per sbaglio su un nido di formiche rosse! E le api... che fastidiose! Basta sole basta pioggia.. come vorrei poter fare un pisolo ogi pomeriggio!-

Come sempre la situazione cambia solo spostandosi di "qualche metro"!

Bellissimo racconto e sensazioni ben descritte.. E' bello vedere il punto di vista di chi sta.. "qualche metro" più in la!
GRAZIE!!
:-)

Squilibrato ha detto...

Buone vacanze psicologo!!

rosso vermiglio ha detto...

Avevo 18 anni alla mia prima ( e unica a dire il vero) raccolta di pere. Il posto una locale agenzia agricola che assumeva volenterosi( studenti) per il raccolto di pere, mele e uva. Ricordo la grande sete sotto quel sole implacabile. E la fatica di tante ore in piedi. ma che soddisfazione a vedere i soldini guadagnati con tanto sudore! E il raccolto finiva in Emilia Romagna, una parte diventava proprio succo di frutta.
Buon lavoro, amico mio. Non ti invidio :)

Joe Black ha detto...

A parte che ci sono in blogosphere circa 8 quintali di profumo di pera che viaggiano oltre la velocità della luce, ti dirò....forse a te rilassa, ti rigenera ma a me un lavoro del genere m'ammazzerebbe! Lo farei solo se fossi costretta xkè disoccupata, altrimenti dopo una anno di lavoro strassante, e poi figli, marito, cucina, madre affetta da alzheimer e chi più ne ha più ne metta....io faccio parte di quella schiera di cittadini che si guardano le previsioni del tempo x andarsene al mare e dove, se fosse possibile, vorrei starmene in panciolle, suonare un camapanellino che vuol dire "ho sete di un bel drink", massaggi a tutto spiano (x me sono soli sogni questi)e niente cucina, pavimenti da lavare e la sveglia che squilla impazzita di giorno e di notte x il mio lavoro. Ecco, tu trovi rilassante stare tra le piante...io lo trovo claustrofobico.

Il tuo post, cmq, è carinissimo, pieno di particolari che fanno sorridere ma che sono d'una realtà unica!

Sai che ti dico, quando entrerò in un bar per chiedere un succo di frutta alla pera, lo chiederò con dentro una coccinella!

Buon lavoro Doctor!
Elisena

Folhetim Cultural ha detto...

Olá sou Magno Oliveira responsável pelo Blog Folhetim Cultural, convido lhe hoje a conhecer o nosso blog, que tem além de notícias, tem também atrações culturais. Como poesia, contos, crônicas e muito mais...
Conto com sua visita no nosso espaço.

Blog: informativofolhetimcultural.blogpost.com
E-mail: folhetimcultural@hotmail.com
Twitter: @folhetimcultura e @oliveirasmagno

mark ha detto...

Posso esprimermi con un semplice quanto eloquente....FANTASTICO!!!! Il contatto con la terra spero per me possa diventare nella prossima stagione molto più che una parentesi.
Povera coccinella!!!!

teoderica ha detto...

...ogni cosa che si fa per passione e senza obbligo piace e rilassa, ma ti posso assicurare che se la tua amena vacanza fosse lavoro, come per i pakistani,non saresti così allegro...buon lavoro, bevendo il succo di frutta alla pera penserò alle tue tre bandane intrise di sudore.
Ciao.

Tereza ha detto...

Un succo di pera marca "Soffio"? Che bellezza!
Se passi da me troverai ripubblicato il post su mia nonna.

Elettra ha detto...

Esperienza faticosa ma....salutare!!!!!!!!

dandelion67 ha detto...

...sembra d'esserci in quel campo Soffio...felice di essere approdata qui...

"Mi sono svegliato varie volte la notte, il tempo non passava, alle 5, alla faccia della sveglia, in piedi, robusta colazione da contadino e via !!"

ho il piacere di seguirti...ho il desiderio di leggere Vita..emozioni..sensazioni...grazie Soffio..serene ore in luminose sorprese che Madre Terra saprà donarti...la Coccinella porterà fortuna?..a presto..
dandelìon

giardigno65 ha detto...

succhi di sudore che non vediamo

Adriano Maini ha detto...

Sembra proprio di esserci lì con te. Tra l'altro, mi hai fatto ripensare a mie vecchie, modeste (perché poche volte) esperienze di vendemmie in terra di Provenza.

intherainbow ha detto...

Hai la vera vita contadina nel sangue!!! Il raccolto è dono di Dio e come tale va venerato!!
Bravissimo!!!

viola ha detto...

Che bello questo post! Le pere non le ho mai raccolte, ma mele, susine, nocciole, e poi uva uva: moscato, barbera, dolcetto... Ricordi di quando ero giovanissima e mio padre pretendeva collaborazione, e dopo, quando cercavo un lavoro e mentre aspettavo, andavo "a giornata" in campagna. Grazie Soffio.

angeloblu ha detto...

tornare indietro nel tempo è fantastico, ricordare il mio papà e con lui le giornate passate a raccogliere in campagna...faticoso ma avevo la stessa sensazione ero felice...è sempre così bello leggerti...

buon risveglio dottore...