venerdì 16 novembre 2012

STREGHE DI PROVINCIA

Passata la notte delle streghe  ne posso scrivere senza affondare nel mare vasto dei post dedicati.
Anche a Modena abbiamo avuto le nostre vere o presunte streghe, e quì il discorso si dovrebbe ampliare alla storiografia, alla religione, alle tradizioni popolari e all'intreccio di tutte queste messe assieme.
Mi limito pertanto a un poco di storia così come gli archivi raccontano.
L'attuale istituto scolastico detto delle Belle arti,  a fianco della chiesa di S Domenico, a sua volta a fianco del Palazzo ducale, ospitò il tribunale dell'Inquisizione, e tra le prime notizie disponibili, vi troviamo convocata Benvenuta Benincasa, si é nel 1370, e Benvenuta ha 60 anni, e, cosa grave, due mariti sottoterra.
Il fatto che non avesse figli  aggiungeva sospetto alla sua figura, tanto più che esercitava la professione che oggi chiameremmo di erborista/parafarmacia, che allora prevedeva invocazioni magiche, e lei stessa affermava che  "lo spirito" le forniva indicazioni utili ai singoli clienti.
Il fatto che oggi sarebbe nelle TV commerciali a dare i numeri del lotto a pagamento non poteva essere considerato, anzi l'idea che lei potesse comandare ai demoni le apriva la strada del rogo.
Lei abiura, e la pena si limita all'obbligo di farlo pubblicamente davanti al Duomo, ed in seguito si perdono le tracce.
Passiamo alla piccola e antica chiesa di S Giovanni, affacciata sulla Via Emilia.
Quì tale don Guglielmo Campana si era di fatto autonominato esorcista, con cura particolare verso le signore, specie se giovani, tormentate dal demonio, e siccome la psichiatria non era stata ancora inventata il bravo don Campana tracciando cerchi sul pavimento, evocava i demoni e li scacciava,  ma la condizione  era che le suddette spose giacessero con lui, e se ne deduce che, o le indemoniate  erano poche e distribuite nel tempo, o il nostro don, anche senza viagra, avesse buone tenute.
Ma anche lui viene denunciato al tribunale dell'Inquisizione, non tanto per sesso quanto perchè evocava il demonio.
Il clero modenese insorge a favore del don, un pò di necessaria solidarietà, e lui afferma in tribunale che le voci strazianti che si sentivano dall'alto, non erano di demoni, quanto di un amico che reggeva bordone forse beccando anche lui qualcosa di risulta - in ogni caso abiura e se la cava con un anno di sospensione dall'esercizio dei sacramenti.
Pare che in breve  abbia comunque ricominciato a dir messa e non se parlò più, oppure lui si fece più furbo.
Ci spostiamo in piazza Duomo per dire di Anastasia, pare bella donna , il ché é gravissimo, che preparava filtri d'amore con nutrita clientela anche di nobili, tanto che arriva a sposare un nobile, Valentini, attirando gli sguardi dell'Inquisizione, ma se la cava sparendo, forse con l'incasso, tipo Vanna Marchi.
Se questa si defila, l'Inquisizione mette sotto tiro Orsolina la Rossa, vedova, ma soprattutto  con i capelli rossi, e, se avete dei dubbi, andate a rivedervi i dipinti  dell'ultima cena e vedrete che Giuda ha i capelli rossicci (chissà se Silvio avrebbe concordato con l'idea)
La povera Orsolina in un delirio di potenza che oggi sarebbe curato in clinica psichiatrica, afferma di volare, ammette di partecipare a sabba senza rimborso tipo olgettine, e insiste dicendo che da 40 anni, si é nel 1539, prepara filtri e unguenti,  erbe che danno la vertigine per andare poi con i demoni.< br/>
Neppure lei viene però messa al rogo, se la cava, abiura, sparisce dalle cronache ufficiali.< br7>
La zona della piazza, detto per inciso, era da tenere sott'occhio perché vicino alla torre campanaria si trovava la Spezieria Grillenzoni, luogo di dibattiti e dunque di eresie, giacché é noto che approfondire e discutere è sconsigliato.
L'Inquisizione arriva in breve tempo e disperde questi "intellettuali", ma quì occorre dire una cosa molto bella, e cioé che gli estensi non volevano roghi dell'Inquisizione nel loro ducato, e di fatto nessuno fu bruciato, il ché depone fortemente a loro merito, tanto che c'é da chiedersi se le tradizioni di democrazia e tolleranza che solitamente si accreditano ai modenesi non traggano alimento anche da questo.
Infine eccoci in una vecchia via della città, a ridosso delle antiche mura ora non più esistenti, ove si trovava un cimitero, luogo di sabba - ma....il sabba, che ora abbiamo per infernale  e denso di sesso e sangue,  era all'inizio un rito propiziatorio di fertilità, presieduto da donne che possedevano la conoscenza delle piante e quindi dei rimedi "farmacologici", e che dispensavano questa conoscenza  in una precisa notte dell'anno, basti pensare al liquore detto Nocino, che da queste parti si fa in casa largamente  e che risale all'albero di noce, magico per i Celti, i quali, da queste parti erano di casa e di passaggio , ed il nocino si prepara cogliendo la notte di S Giovanni a giugno, le noci ancora verdi da mettere in infusione.< br/>
Il fatto che si parli di  Celti e di noci ancor verdi non  ha nulla a che  fare con la Lega o con ciò che ne resta e quindi gli amicicamicieverdiceloduristi  si mettano tranquilli.< br/>
In resto é storia, arriva la S Romana Chiesa  e il rito di fertilità diventa demoniaco, si brucia qualche migliaio di  donne, ma non a Modena.< br/>
Piccola storia di provincia, tuttavia da queste parti l'Inquisizione ha potuto fare ben poco.

11 commenti:

adriana ha detto...

Molto interessante questo parlar di streghe che qui nel Torinese ci sono state storie e anche roghi, ponti e chiese demoniache, meno moderati qui..

blandina ha detto...

Fantastica questa storia di streghe modenesi, non sapevo che esistessero luoghi in cui l'Inquisizione non avesse avuto seguito.

Loredana ha detto...

Bellissimo post, caro Soffio, dimostra che c'era già una capacità di tolleranza (limitatamente) e spiega tanto delle "donne di Modena"! :D

Ambra ha detto...

E meno male che ha potuto fare ben poco. Altrove invece ha infierito pesantemente sulle donne, categoria tartassata, offesa e martoriata nei secoli per le ragioni più disparate, atte ogni volta a giustificare una violenza stupida e gratuita, nell'interesse di qualcosa che necessitava di un capro espiatorio.

Lorenzo ha detto...

Ci sono stati momenti nella storia in cui la vita umana valeva poco. Chissa per quale ragione le "streghe" solleticano l'immaginario più di tanti altri accadimenti, molto più significativi.

Sandra M. ha detto...

Bravo Soffio, se davvero ben documentato. Io sono affascinata da queste antiche storie. Ti lascio un link sperando di farti cosa gradita. Si tratta di un libro (introvabile ormai...ma forse tu lo hai già?) del nostro concittadino Pino Ligabue.
Lo trovi QUI in formato pdf
Spero di non aver sbagliato a inserire i codici...non lo so perché il commento non si pubblica subito.
Buon fine settimana. Tu e la Civetta fate un giro a Sweet Noel domani mattina?

Il poeta sulle 23 ha detto...

Gaudio magnum Mister Soffio, per me medievista dell’ Ordine dei Bernescanti, questa Sua epistola super striges. Per fortuna Sua e nostra, Lei è un mio contemporaneo, ma si immagina se Ella, fosse vissuto in epoca medievale?
Anno Domini, die 17 Novembris, Indizione secunda….
Eminentissimum Magister Flatus, alias Suflus….
Ad exsequendam ecclesiam legem….enuntiamus Delicta contra fidem……
Questo, pressappoco, nel mio macaronico latinorum, potrebbe essere l’ incipit tremendo che sarebbe piovuto nelle Sue tremebonde mani, in considerato del Suo esercizio, che all’ epoca sarebbe rientrato nella fattispecie fra quello degli eretici, dei maghi, fattucchieri o di chi esercitava strane arti divinatorie, occulte , o di stregonerie…financo contro natura, scrutando l’animo umano……
Me la vedo la scena. Ella che entra terreo in volto, nell’ oscura stanza adusa al Tribunale della Santa Inquisizione, appena rischiarata da moccolosi ceri, con gli strumenti per le pene corporali in primo piano, provvista di una seducente vergine di Norimberga, e il pubblico inquisitore, fare sfoggio del diabolico Malleus Maleficarum sul tavolo. Il Suo aguzzino o Torquemada di turno, l’ apostrofa, più o meno, con queste parole:
Si vocifera Magister venerabile, che Ella è solito intrattenersi, in una pubblica bettola o hostaria, con una tale Maria, vista assai spesso anche con un certo Francesco, in ore post solem…
Si dice che la suddetta adultera, sia solita frequentare orgiastici sabbae intrattenga congiunzioni carnali …..
Lei, cosa dice Sua discolpa?
Sì, perche come Lei saprà il Malleus Maleficarum, era un raffinato manuale ad uso degli inquisitori, che non prevedeva domande dirette di accusa, ma cercava di estorcere spontanee ( sic!!!) confessioni di colpa dall’ accusato messo di fronte a strumenti di tortura da far tremare le vene dei polsi…..
Estensi, o non Estensi, Ella sarebbe stato sicuramente accusato di eresia, di esercizio di arti occulte e forse sarebbe stata allestita una pubblica pira….ed ora il consorzio umano sarebbe privo di una presenza significativa come quella che Vossignoria rappresenta.
Ma no, ma no, voglia perdonare il mio vaneggiare…Mister Soffio, lo vogliamo così e per sempre!
La saluto, aspettando in gloria, che quello sciamano di Monti, mi conceda quanto prima l’ anno sabbatico…

Giovanna vanna ha detto...

ciao, piacere io mi chiamo Vanna,e sono felice di essere passata da te! trovo il tuo blog molto interessante e quindi mi sono unita, se ti va di venire da me mi fa molto piacere, a presto! http://ledeliziedivanna.blogspot.it/

Mirta - Luce nel cuore ha detto...

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Patalice ha detto...

Grazie per questa lezione su Modena, una città che mai ho collegato, e che mai avrei pensato di collegare alle streghe se non avessi letto le tue parole.

trillina ha detto...

Post molto interessante. Sono stata a Modena diverse volte perchè mi piace molto, quando ci andrò la prossima volta la guarderò con occhi nuovi.
Pensa che anch'io faccio il nocino raccogliendo le noci il 26 giugno. Che sia una strega come dicono le mie figlie?