giovedì 29 novembre 2012

L'ISOLA DI PETER PAN

Forse domani o fra cento anni, una volta adulti riusciremo a vedere chiaramente nella foresta della nostra personalità e ritrovare la nostra isola di Peter Pan.
Vi riconosceremo la Grande Dea Madre nella quale ci siamo identificati e che abbiamo continuato a cercare perché tutti abbiamo bisogno di lei che rappresenta la vita.
Vi ritroveremo tutti gli dei e tutti i personaggi delle favole in cui ci siamo identificati.
Vi saranno quelli che esprimono il nostro bisogno di attaccamento, la Piccola Fiammiferaia, Peter Pan e la dolce Cenerentola che si sottopone a tutte le angherie della  matrigna.
Scorgeremo tutti i protagonisti, autonomi e trasgressivi, Cappuccetto rosso che che si lasciò ingannare dal lupo, Pollicino che dimostrò di sapersela cavare in ogni evenienza.
E ancora il Principe ranocchio che sarà salvato dall'amore sbiscioloso, e la Bella che riuscì a vedere la bellezza della bestia dietro la sua faccia mostruosa, Pelle d'Asino che rinunziò al regno per sfuggire alle lusinghe paterne, la Sirenetta che brama un'anima immortale per la quale é disposta  a subire atroci mutilazioni o l'Imperatore di Cina schiavo del bisogno.
Il Pifferaio magico che incanta con la sua musica tutti i bambini e il Brutto  anatroccolo che ha bisogno di essere accettato.
Va ricordato che nell'isola di Peter Pan non vi sono solo gli dei e i bambini protagonisti delle fiabe, ma fate, maghi, e, se non proprio l'Arcangelo Michele, capo delle milizie celesti, almeno un angelo custode.
Sono questi i personaggi che incarnano il Super io freudiano, il "censore" che indica la strada per diventare "uomini" ( o donne)
Nell'isola di Peter Pan dentro di noi, in quel tempo che io spero vicino, ma che forse sarà lontanissimo, non vi saranno quelle  erbe gramigne che sono la gelosia, madre della possessività e del bisogno di potere, l'invidia, l'orgoglio che impedisce di cedere e capire l'altro.
In questo giardino potremmo forse capire che il vero amore accetta che l'altro possa avere un bisogno che non riusciamo a soddisfare e che non sempre il suo Mago o il suo Angelo riusciranno a indurlo a farne a meno, ma che anche noi possiamo avere desideri e bisogni che l'altro, a volte, non riesce neanche a scorgere (magari perché vorremmo che lo indovinasse mentre facciamo di tutto per nasconderlo)


Illusioni d'amore - Jole Baldaro Verde

23 commenti:

Alessandra ha detto...

caro Soffio, questo post è splendido. ma qual è la strada da seguire per mostrare quei "desideri e bisogni che l'altro, a volte, non riesce neanche a scorgere"?

Lorenzo ha detto...

Il concetto del trombamico risolve tutti i dilemmi.

Loredana ha detto...

Letto tutto, ma l'ora è tarda( per me), tornerò domani per rifletterci a mente libera ...ah! l'amore!!

notte caro Soffio

Costantino ha detto...

Piccoli eroi scomparsi tra le pieghe di un libro di favole.
Solo il pifferaio magico è rimasto nella realtà, anzi la specie è cresciuta e si è moltiplicata.

adriana ha detto...

Il vero amore accetta tutto...ma in fondo non è sempre tradimento?

Paolo Falconi ha detto...

Questa sera ho visto un film sul web "Diario di una schizofrenica" di Nelo Risi del 1968.
In quel caso la regressione infantile di una ragazza di 17 anni è grave e sembra non dare alcuna speranza. La chiusura al mondo esterno è essenzialmente dovuta alla paura di dover soffrire. Il mondo interiore viene rappresentato da simboli, incomprensibili se non c'è la volontà della stessa "malata" di condurre il terapeuta alla loro comprensione, e fornire quindi di una chiave di lettura ai propri bisogni e iniziare il percorso di guarigione.
Se questo caso estremo è la dimostrazione che si può sperare per il meglio ... anche chi è dotato di maggiori mezzi espressivi, o che ha una personalità più strutturata e forte può trovare la strada per far capire i propri desideri e bisogni che l'altro non riesce a scorgere ... credo che sia soprattutto onesto e corretto, almeno tentare, prima di recriminare o giudicare l'altro incapace e accusarlo di tutti i mali del mondo:-)

viola ha detto...

A parte la difficoltà di esprimere ad altri i propri desideri, molte volte noi stessi non riusciamo ad identificarli.. Stiamo male, giriamo in tondo, ma non ne veniamo a capo.

Tiziano ha detto...

Ciao soffio post da leggere con calma e rifflesione dopo tutto tranquillo me lò rileggo,
ti auguro un buon fine settimana

Paolo Falconi ha detto...

@ Viola
Ben vengano i problemi della vita, che distolgono lo sguardo da noi stessi:-)
Chi non ha provato quel girare in tondo senza venirne a capo?
E i sollievi temporanei non sono sempre la soluzione, se mai la posticipano.
Se si è soli si cerca di fare del proprio meglio per trovare la serenità in ciò che si è e che si ha (anche se non è per sempre ... essendo sempre in continuo divenire).
Se si è con "altri", che rappresentano molto del nostro vivere e condividere, viene da se manifestare ciò che sentiamo (anche se non vogliamo darlo a vedere, perché le persone che ci sono molto vicine non potranno non notarlo).
Il problema è semmai a che cosa dare la priorità, ammesso che si sia capito che cosa vogliamo davvero ... quanto sia necessario dare la precedenza assoluta a ciò che sentiamo come desiderio irrinunziabile e se siamo disposti ad andare fino in fondo.

Fiori di zagara ha detto...

Caro Soffio la ricerca è connaturata con la natura umana così come il gioco dei ruoli in questo grande circo della vita dove ognuno di noi è sempre se stesso nella diversità :si è adulti da piccoli ,ma spesso si è piccoli da adulti.Siamo spesso in balìa di un turbinio di sentimenti "frullati" nella stabilità della certezza.....

@enio ha detto...

Ecco perchè Monti appare un vecchio saggio lontano da tutto e da tutti, un vecchio che per colpa dell'accumulo di soldi perpetrati durante tutta la sua vita, non è mai stato giovane.

aleph ha detto...

Il mio braccio destro vorrebbe essere Pollicino, quello sinistro invece vorrebbe essere il Piccolo Principe.
Che pasticcio! Sembro quasi Casini. Ma no, ma no opto perl'autosufficenza interiore che mi concede più disponibilità.
Sarà che sono estroversa dominante.
Quando sparo cavolate mi scappa da ridere. *_-

Il poeta sulle 23 ha detto...

Compito veramente difficile, chiarissimo prof Soffio, correndo questi chiari di luna, dove la fabbrica dei bamboccioni lavora a piena ritmo, causa la massiccia crisi economica, capire chi è ‘puer aeternus’ per scelta personale, per patologia della psiche o chi non avendo alternative suo malgrado si adagia a questa condizione. Faccio questa premessa, perché fino a poco tempo fa si associava immagine del bamboccione ai portatori della sindrome di Peter Pan.
A partire dai mitici anni Settanta fino ai primi anni Novanta, fra i giovani ma anche meno giovani dei ‘boomer’, anche della classe media, era quasi un vezzo, perfino una moda crogiolarsi nella condizione spensierata e giocherellona dell’ eterno fanciullo, a spese di babbo e mamma…..
Noi, bamboccioni ante litteram, seppure in versione light, abbiamo usato ed abusato del tetto paterno, avanti con l’età , ma ci limitavano al tetto perché la paghetta ce la procuravamo da soli, lavorando anche durante le vacanze scolastiche per non gravare sulle spalle dei nostri genitori.
Credo che a onor del vero, sia una sindrome che attanaglia più i paesi economicamente opulenti, mentre mi sorprenderebbe riscontrarla fra le popolazioni di Kabul, di Accra, nella Striscia di Gaza…..
La saluto, giocando con gli aeroplanini….

Ambra ha detto...

Sono andata a vedermi chi è questa Jole Baldaro Verde di cui non avevo mai sentito parlare in vita mia. Caspita! personaggio di tutto rispetto.
Non ci è data né la conoscenza né la capacità di vedere davvero fino in fondo nell'anima e quindi nei bisogni dell'altro.
Quando riusciamo a farlo è però in modo alquanto superficiale.

blandina ha detto...

Idea curiosa ed interessante, mi solletica la mente capire come sia la mia Isola di Peter Pan.

Renata_ontanoverde ha detto...

La psiche umana è un labirinto in cui ci si perde.

Me lo diceva la mia insegnante di Vivation, le stesse parole del mio catechista!

Per avere, chiedete! prima di disperare di non ricevere! Fatelo capire bene prima a voi stessi, ciò che volete e poi potete sperare che gli altri possano aiutarvi.

Ecco credo che questo sia il punto: spesso la gente non sa neanche cosa vuole per se stessa!!!

Buona domenica Soffio!

teoderica ha detto...

Io amo talmente le favole da scriverne un libro, tutte favole fantasiose,ironiche ed inneggianti alla natura.
Buona domenica Soffio.

il monticiano ha detto...

A volte penso che erano più belle le favole di 'una volta.


ps. Ma biancaneve e i sette nani?

Alessandra ha detto...

Non è facile trovare l'isola di Peter Pan...ci perdiamo quasi tutti! Seconda stella, a destra...questo è il cammino...Buona settimana, Giuseppe!

Il poeta sulle 23 ha detto...

Com’è bello, com’è bello,
Con il cuore e col cervello
Rimanere un po’ bambini
pur avendo i bianchi crini
trasognando divertiti
ridanciani e rimbambiti
arriviam quasi alle porte
al finir di nostra sorte…..

Giancarlo ha detto...

Mi piacerebbe vivere in quell'isola!! buona giornata...ciao

fracatz ha detto...

speriamo che non vi sia la paretaria, per il resto va bene tutto, cardi, malva, borragine, cicorietta

nellabrezza ha detto...

Quando ti si chiede il contrario di ciò che si vuole allora è dura comprendere e capire...Io ho bisogno di parole chiare, anche dure ma chiare, perchè solo le parole chiare mi sembrano quelle giuste. Non ho la presunzione di indovinare, nel buio a tentoni...ma dall'altra parte non c'è il coraggio di chiedere, alla pari. E' una comunicazione impossibile, nonostante l'amore ?