venerdì 8 giugno 2012

LE CAMPANE NON SUONANO PIU'... e raccogliamo mutande






Mi piaceva sentire l'ora suonata dalle campane della vicina chiesa.
D'estate si raccoglieva e si ascoltava l'ora del campanile, e quando suonava mezzogiorno d'incanto i motori dei carri e dei trattori si fermavano di colpo, calava un silenzio rotto solo dalle voci dei raccoglitori che si avviavano verso casa, voci che si perdevano nella campagna, e si andava a mangiare sotto il portico.
Maccheroni grossi al pomodoro, bicchieri di vino, bicchieri di vetro grosso.
Ora il portico è crollato.
E' andata bene, se la scossa definitiva, quella delle 13 fosse arrivata tra due mesi eravamo sotto.

Ora la chiesa é inagibile e il "cappello" del campanile si è spostato ed é caduta la croce che stava in alto

Tutti si attivano, con una determinazione che solo se sei emiliano puoi veramente capire.
Ieri hanno montato una grande tenda, e in un minuto sono comparse persone ad aiutare.

Tutta la "bassa" é priva di ospedali,i reparti sono stati trasferiti in città, in montagna, dove si poteva.
Una settimana di turni massacranti, senza un lamento.

Sono stati richiesti volontari per i turni di sorveglianza alle macerie contro gli sciacalli, in poche ore si sono presentati da ogni organizzazione, le palestre della città hanno lanciato l'appello, ai giovani tocca il turno dalle 2 di notte alla mattina, ma anche i vecchi ci sono.
Uno, anziano, diceva ieri "non ho avuto paura dei tedeschi, non avrò paura adesso".

Nelle fabbriche si cerca di lavorare, sono entrati nei capannoni rischiando, hanno portato fuori tutti i macchinari possibili, dislocati nei cortili delle case degli operai.

Fioccano i racconti, una bambina ha trascinato fuori la nonna dal bar appena ha sentito il primo scricchiolio e subito dopo il bar é caduto uccidendo il barista cinese.

Un'operaia racconta che era appena uscita per vuotare il pattume dalla fabbrica quando è crollata uccidendo il titolare.

Una donna mi ha detto che in quei due minuti ha detto alla madre tutto quello, di positivo, che non riusciva a dirle da anni.

Una contessa, una vera contessa arriverà domani, dal Veneto con un camion di aiuti.

Si dice che i cascinali di campagna crollati, non potranno più essere ricostruiti in pietra per sicurezza.....l'emblema della civiltà contadina non potrà essere preservato

Raccogliamo mutande grandi, quelle contenitive, ...si proprio mutande per vecchi.

28 commenti:

Tilly ha detto...

Non vorrei sembrarti banale o inopportuna con il mio commento che sicuramente con il terremoto centra proprio poco e niente, ma hai sottolineato una cosa che in questi giorni ho capito e che in 47 anni non avevo mai capito prima. Perchè io sono emiliana da parte di mamma e in emilia non ci ho mai vissuto, e ho sempre sentito una terribile differenza con la gente veneta che mi circonda (che pur apprezzo, ma ecco così tanto diversa).. in questi giorni ascoltando i racconti e le soluzioni e vedendo il carattere della gente emiliana ho scoperto da dove viene un pò del mio carattere, le mie radici, un sentimento mai sentito prima in tutta la mia vita.
Per quanto riguarda quello che succede sò che è difficile capire per chi come me ne è toccato così marginalmente, anche se, memore dell'evento del Friuli, ho riconosciuto subito di cosa si trattasse.. e sono schizzata fuori casa come un fulmine con i calzini di lana in mano... posso solo sperare per te e tutti i tuoi parenti, e anche per i miei che vivono a Novi, e per tutta la gente dell'Emilia, che il tutto finisca presto.

Sandra M. ha detto...

Coraggio Soffio.Si va avanti...anche perché indietro non si può.

adriana ha detto...

Che tristezza, ma anche caparbietà e coraggio di andare avanti e di ricostruire, gli emiliani sono grandi persone e non dovrebbero essere lasciate a reagire da soli.
E' bellissimo il tuo ironico raccontare.
Un pensiero affettuoso a voi tutti che siete là

Titti ha detto...

Soffio, spero che tu riesca a sentire tutto il nostro affetto.

Titti

Joe Black ha detto...

Credo che raccoglier "le mutande" Doctor faccia sentir ancora il suono di campane alle orecchie non più giovani che tra mattoni crollati e ricordi svaniti ora scrivono la storia attraverso i loro sguardi!
Ed il loro "GRAZIE" fa sentir suonare le campane anche a noi.......
Ciao Doctor

Lorenzo ha detto...

Premesso che è una tragedia epocale, io insisto che l'unica cosa che conta veramente sono le vite umane.

In secondo luogo viene il benessere delle persone.

In ultimo, proprio in fondo, vengono le considerazioni di tipo paesaggistico e storico. Il fatto che siano crollati gli edifici antichi e vecchi senza provocare una strage come è avvenuto altrove, è solo una gran fortuna perché, anche a costo di sacrifici economici, si potrà finalmente costruire con una maggiore attenzione alla sicurezza.

Quindi ben venga la demolizione di campanili, chiese e casolari. Fossimo una Nazione sana, invece che mezza marcia, sarebbe una occasione di impulso per l'economia.

teoderica ha detto...

Ai terremoti non v’è rimedio alcuno. Se il cielo ci minaccia con le folgori, pure si trova scampo nelle caverne. Ma contro i terremoti non vale la fuga, non giovano nascondigli.
Francesco Petrarca, Secretum, 1347/53 (postumo ca. 1378)

Caro Soffio ai monedesi è accaduto che sia crollato ciò che avevano costruito con tanta cura e fatica ma dalle tue parole capisco che non mollano...e non molleranno.
Un abbraccio.

blandina (aracne) ha detto...

Quello che non capisco è che tutti siano sorpresi da questi terremoti, dai miei studi universitari ricordo che l'Italia è tutta sismica. Anche in Emilia i terremoti si sono susseguiti nei secoli, e piuttosto forti. Basta digitare su google 'terremoti storici emilia romagna' e se ne avrà una lista completa.
Se è vero che solo recentemente si è pensato di dare un 'valore sismico' alla zona, allora proprio non c'è speranza per questo paese.

Lorenzo ha detto...

Per altro il "valore sismico" non fa nessuna differenza perché tutti gli edifici costruiti prima dell'entrata in vigore di qualsiasi normativa rimangono in uso.

Il poeta sulle 23 ha detto...

Mister Soffio, Lei che un curatore di anime dal punto di visto psichico, sa meglio di me, quanto un sisma possa lasciare un marchio indelebile dentro le persone. Speriamo che a poco a poco, con il ritorno seppur parziale alla normalità quotidiana della vita, rimargini le ferite interiori della gente colpita dal tragico evento.

Renata_ontanoverde ha detto...

Coraggio ! Un abbraccio Renata

cristiana2011 ha detto...

Solo per dirti che ti leggo sempre, che ti sono vicina e che non trovo i commenti che ho puntualmente lasciato.
Cristiana

Ambra ha detto...

La tenacia degli emiliani è nota. La si vede dai loro visi e dai loro sguardi.
La perdita delle tracce di una civiltà contadina che ha reso fiorente la regione è un vero peccato.

stella dell 'est ha detto...

Doctor Soffio,indubbiamente le ferite lascieranno le cicatrici,ma gli Emiliani stanno dimostrando la loro forza e determinazione.Forza Emilia ce la farai!!!Buon fine settimana,che sia più tranquillo!!!

Melinda ha detto...

La solidarietà che si è attivata è qualcosa che mi tocca il cuore nel profondo. Forza emiliani!

intherainbow ha detto...

Siete davvero un grande popolo!!! dignitoso e coraggioso!! Vi auguro di tutto cuore che le campane della ripresa suonino prestissimo!!:))

@enio ha detto...

la situazione dell'Emilia terremotata mi fa tanta tristezza sopratutto perchè fino ad ora non se ne vede un'uscita visto che le scosse continuano incessanti a verificarsi. Questo terremoto toglie alla gente anche la speranza di un futuro, almeno di quel futuro a cui loro erano abituati.

gattarandagia ha detto...

ti ringrazio per queste microcronache: emozionano.
un abbraccio.

trillina ha detto...

... solo per augurarti ogni bene!

silvia ha detto...

Coraggio!

Lorenzo ha detto...

Enio, il terremoto ha tolto alla gente il passato, non il futuro.

Rifletti sul concetto (paradossale) di "futuro a cui erano abituati".

Federica ha detto...

il modo in cui state reagendo e convivendo con il dolore e la paaura dovrebbe essere un esempio per tutto il Paese!

Dona Flor ha detto...

La foto che hai postato rende bene l'idea e le tue parole raccontano più di quanto sia possibile. Ogni storia ne racchiude altre dentro di sè, ma tutte rendono onore.
Sugli sciacalli? Userei un linguaggio non consono al blog...
Un abbraccio

Anna-Marina ha detto...

Che tristezza: avete proprio bisogno di tutto.

chicchina ha detto...

Ciao Soffio,una piccola cronaca di
fatti e abitudini quotidiane da ricostruire,anche queste,assieme alle case alle fabriche agli ospedali.Leggo ogni giorno fatti di straordinaria solidarietà,di iniziative che nascono dalla voglia di non mollare.E' l'augurio che lascio qui da te.

Emanuela ha detto...

Il crollo dei campanili, delle chiese, delle case rurali, rappresenta una perdita di identità per la gente che abitava lì attorno. Si alzava la testa, si vedeva il campanile e ci si orientava, le campane scandivano il ritmo della vita nel paese, ora lasciano il vuoto nel cuore. Certo meglio una chiesa vuota crollata che un condominio pieno di gente, ma anche la chiesa vuota crollata lascia una ferita nell'anima.
In questi giorni mi sono scoperta orgogliosa di essere emiliana e modenese: l'orgoglio e la determinazione di cui parli è dentro di noi in modo inspiegabile.
Avanti!

zloris ha detto...

....si raccoglie ogni cosa.... anche i cocci della vita... , ...un abbraccio friulano....

Mirta - Luce nel cuore ha detto...

Anch'io odoro il suone delle campane, spero che presto tornino a cantarti...

AMARE COSTA
Ha il prezzo elevato più delle cose che valgono.
Costa mantenere la pazienza e dare fiducia.
Costa dire: “Perdonami”, e anche: “Ti perdono”.
Costa ammettere: “E’ colpa mia” e ricominciare.
Costa fare ciò che non piace ma che l’altro vuole.
Costa trattenere le lacrime quando piange il cuore.
Costa sorridere quando l’umore è a terra.
Costa a volte impuntarsi e volte cedere
Costa confidarsi e ricevere confidenze.
Costa condividere i dolori e sopportare i difetti.
Costa cancellare le piccole ombre.
Costa lo stare insieme ma anche la lontananza.
Costa avere opinioni differenti ma anche dire: “Si”.
Eppure a questo prezzo si genera l’amore vero e pieno!
Gli spiccioli non servono per amare.
Ci vuole un legno pesante come la croce
che conduce ad una meravigliosa Risurrezione del cuore!

Caro amico mi dispiace se non riesco a venirti a trovare più spesso, il tempo è tirano e non me lo permette.
Ti auguro di cuore un domani migliore, che gli auspici che ti riservi si concretizzino, che tu possa sempre scorgere la luce alla fine di ogni tunnel, che tu sappia rialzarti se sei caduto.