sabato 9 aprile 2011

OGNUNO HA LA PROPRIA PERSONALITA' ANCHE GLI UCCELLI

Oggi guardavo dei colombi. Qualcuno li chiama piccioni, ma mi pare generico, i colombi sono colombi, e quì si parla di colombi viaggiatori, quelli con i quali si fanno le gare, e il campionato inizierà a Pasqua. Io sono stato in mezzo ai colombi viaggiatori, in arcaico "i belgi" per circa 27 anni, da quando sono nato sino a quando mio padre, che era il vero grande appassionato decise di raggiungerli in cielo.
Ne consegue che se vedo un colombo vi so dire non solo se é maschio o femmina, che età presumibile ha,se è in salute o no, ma anche di chi é figlio. Magari a voi non vi frega nulla dei colombi, magari per voi sono solo piccioni rompiscatole, ma per me é storia, e mi viene il dubbio che l'interesse per la psicologia sia nato in colombaia.
I colombi viaggiatori, ossia da gara, devono essere curati come una scuderia di cavalli, accuditi, seguiti, e siccome non parlano il nostro linguaggio, vanno osservati a lungo per conoscerne il carattere. Già, il carattere, ognuno ha il suo, e questo é basilare per capire che utilizzo sportivo fare di loro. Devo proseguire, un pò da vecchio con...mi ricordo..... Mi ricordo il "Bigio a cronometro", un tipo allegro, molto narciso, seduttore, sempre pronto a fare casino, che corteggiava tutte le femmine. Si impegnava il giusto, il suo carattere con aspetti Puer faceva sì che desse il meglio sulle corte distanze, poi si stancava. Per un colombo la corta distanza rispetto a Modena é da intendersi Rimini, Fano, Ancona, per loro poco più di un allenamento. Ci ha fatto guadagnare diverse medaglie d'oro, lui arrivava a casa come una freccia,ci teneva a far vedere che era il primo ma non era stanco, e invece di entrare subito in colombaia (condizione necessaria per testimoniare l'arrivo) era capace di restare fuori a cazzeggiare e chiamare gli altri a fare bisboccia. Però...solo sulle brevi distanze, già sulle medie si scocciava e arrivava con calma. Mi ricordo del "5° di Brindisi", nome meritato essendo arrivato tra i primi provinciali da Brindisi (ovviamente in giornata, loro vanno come i direttissimi) Era un tipo adulto, un bel maschio, consapevole della sua mascolinità, posato, serio ma non troppo, sapeva di non essere il massimo in assoluto ma faceva le sue belle gare con buone soddisfazioni. Era un buon padre e un buon marito, su di lui si poteva sempre contare. Mi ricordo del "galavroun" (calabrone) un trigano scuro come la notte, affusolato, sembre serio, ombroso, mai disposto a fare comunella o casino con gli altri, riservato, attaccato al nido ma poco espansivo anche con la compagna, un metodico, ossessivo quanto basta, silenziosamente generoso. Lui lo si doveva impiegare nelle gare di fondo, dava il meglio di sé dai 600 km e oltre. Lì non sbagliava, arrivava dritto come un treno, sempre serio, provato ma composto, non si lementava mai. Ricevuto il giusto riposo e il giusto compenso era pronto a ripartire, e i suoi figli erano come lui (ma bisognava dargli una femmina non esuberante, una brava moglie, composta e casalinga). Mi ricordo della "munara delle olimpiadi" una femmina minuta, molto bella, seduttiva, consapevole di poter far girare il becco a molti maschi. Lei gareggiava, faceva la sua parte ma non si spendeva mai troppo, e fu ben felice quando la si passò alla sola riproduzione. Mi ricordo della "lucida" una trigana scura, una vera massaia, forte, solida, spiccia, nel nido comandava lei, il maschio non doveva avere troppe velleità, pensava a tutto lei. In gara era altrettanto concreta, non aveva mai sprazzi solitari, mai nelle prime posizioni ma mai tra le ultime, insomma lei c'era, poche balle !! Mi fermo quì, potrei dirne ancora, in colombaia erano mediamente tra gli 80 e i 100 e tutti, tutti, avevano la loro peculiarità.

Legenda
Bigio a mantello grigio chiaro con striature nere trasversali
Trigano a mantello grigio, chiaro o scuro che sia
Munaro a mantello rosso, chiaro o scuro

Nota di curiosità: sapete come si fa a distinguere tra i munari, i rossi, se sono maschi o femmine sin da quando spuntano i primissimi abbozzi delle future penne ? i maschi hanno sempre delle piccole macchioline nere quà e là, le femmine mai.

Nota di curiosità 2: come si fa a distinguere un maschio da una femmina quando ancora pulcinotti nel nido sono implumi e non stanno neppure in piedi ?
Avvicinate un dito al becco e solleticateli, la femmina si ritira, il maschio goffamente cerca di beccare.

I poi dicono che in natura siamo tutti uguali !!! la natura se ne fotte delle pari opportunità

7 commenti:

Lara ha detto...

Un mondo a me sconosciuto, ma fantastico.
Credevo non esistessero più i colombi viaggiatori.
Interessante il tuo post, Soffio.
Grazie e buona domenica!
Lara

Anna De Simone ha detto...

i colombi sono portatori di germi!

teoderica ha detto...

...i colombi e per di più quelli viaggiatori, hanno sempre solleticato la mia fantasia, non mi stupisce il loro "carattere" diverso è così anche per i cani e i gatti, ho sempre osservato quest' ultimi paragonando le loro emozioni con quelle umane...io non le trovo molto distanti.
Ho letto con vero piacere libri/romanzi con protagonisti i conigli o i gufi... potrebbe essere un' idea un romanzo con il protagonista un impettito piccione viaggiatore, ho letto da qualche parte che i colombi si tengono la loro compagna per la vita...è vero?

cristiana2011 ha detto...

Che bello leggere qualcosa di nuovo e colmare una puntina d'ignoranza.
E' meraviglioso osservare gli animali, pensa che uno dei miei ricordi di viaggio, più graditi, è stato osservare il comportamento di un elevato numero di cani su una spiaggia, ognuno con la propria peculiarità, come dici bene tu.
Buona giornata
Cristiana

Soffio ha detto...

In genere tendo a non rispondere ai commenti per doverosa libertà di espressione, ma quì mi tocca. A Teoderica = sì é vero, si tengono il compagno o la compagna tutta la vita e sono anche fedeli, in tutti gli anni di osservazione solo una volta ho visto un "tradimento", ma lui era un vero seduttore e lei un pò smorfiosa.
Ad Anna = nessuno di noi ha mai preso germi in colombaia, li si teneva puliti due volte al giorno e si curava la loro salute al pari di una scuderia o di un allevamento. Certo oggi, quelli di piazza non sono curati da nessuno, in ogni caso portano meno germi di quanto l'uomo bianco abbia portato in giro per il mondo provocando milioni di morti. Tuttavia sono del parere che le amministrazioni locali dovrebbero provvedere, anche drasticamente nonostante l'opposizione di animalisti di varia origine

Krilù ha detto...

Non mi sono mai curata dei colombi; tutt'alpiù quando i miei figli erano piccini davamo loro le briciole di pane in piazza, ma questo tuo raccontare denota interesse e passione e mi intriga.

Acquachiara ha detto...

Caro Soffio,
è un piacere leggerti e leggere queste tue descrizioni così vive, piene di osservazioni acute, di "conoscenze" a me sconosciute. Forse non è un caso che tu ti occupi, in qualche modo, di relazioni.
Poi, sulla "natura che se ne frega delle pari opportunità", ecco capisco che avrà i suoi buoni motivi: l' ordine, l'organizzazione, il buon funzionamento della specie... ma questo aspetto mi piace un pò meno meno. :-)