sabato 28 gennaio 2012

LA SHOAH E' PASSATA ACCANTO

Questi sono i giorni della memoria.
Mia nonna Rita era ebrea, figlia di Sabato Coen e Arianna Fuà, veniva da Ancona ove ancora si conservano i documenti presso la comunità ebraica.
Sposò mio nonno, Francesco Crimi e, ad oggi, non so come con che rito si siano sposati.
Nel 1940 quando aveva ormai tre figli ben adulti, fu indotta al battesimo, segretamente, a Bologna, perché a Modena, ove abitava, sarebbe stato sospetto.
Una sua figlia, sorella di mio padre, sposò l'ing. Levi, di origine modenese trapiantatosi a Bologna.
Antica famiglia ebraica, ebbe 6 figli, tutti avuti prima delle leggi razziali, tutti piccoli in quegli anni.
Alla proclamazione delle leggi razziali mio zio non poté più lavorare, e solo grazie all'amicizia di colleghi che firmavano per lui, poté continuare a procurare il necessario per la famiglia.
Poi furono costretti a nascondersi, e furono protetti dalla solidarietà dei vicini di casa che li avvertirono all'arrivo dei fascisti.
Mio zio si rifugiò in montagna, sapeva perfettamente l'inglese e il francese, nonché un pò di arabo perchè era cresciuto in Egitto ove suo padre lavorava e là aveva frequentato le scuole.
Divenne capo partigiano, medaglia d'argento al valore, e nel frattempo i sie figli erano sparsi tra la pianura e la montagna.
Di recente vicino a Pavullo, nella montagna modenese, é stato eretto un cippo a ricordo delle famiglie che ospitarono ebrei, e le mie cugine, tutt'ora viventi raccontano di quegli anni.
Avevano cambiato nome e dovevano dire che la mamma era la zia, e sorridono ancora quando parlano della piccolina che andava in giro dicendo "la mamma adesso é la zia ma dopo la guerra torna la mamma".

Mio padre era ufficiale dell'esercito, ed era in guerra.
Ho visto un documento di allora nel quale era stato proposto per una onorificenza al valore che gli é stata negata con la dicitura "non di pura razza ariana", egli é anche andata bene.

L'altra zia, mai sposata, era rimasta con la madre, la nonna Rita Coen, ed ebbe la fortuna di lavorare per S.E. Corni, industriale modenese, già governatore onorario della Somalia, già segretario del fascio, ma persona onesta.
Al momento della recrudescenza delle leggi razziali disse a mia zia "lei con sua madre Coen non può più abitare dove sta ora, venga nella mia villa, là non la cercheranno"
Così fece mia zia ma dopo qualche tempo la Wehrmacht stabilì il quartier generale proprio in quella villa e mia nonna rimase chiusa in soffitta per quasi due anni.

Nel 1945, in dicembre morì mio nonno, e sotto falsa identità sua moglie poté partecipare al funerale, ma mio padre no.
Mio padre era riuscito a sfuggire da un campo tedesco dopo l'armistizio del settembre 1943.
I tedeschi non erano ancora ben organizzati, e riuscì a rientrare a Modena dalla Jugoslavia, ma al funerale di suo padre dovette rimanere nascosto perché gli ufficiali avevano l'obbligo di presentarsi alla Repubblica Sociale e lui non lo fece, anzi inizio a collaborare con suo cognato Levi nella resistenza.

Mio padre mi disse un giorno che voleva che io fossi presente alla sua morte perché lui non aveva potuto seguire suo padre.
io c'ero.

Alla fine della guerra si ritrovarono tutti, la Shoah era passata accanto senza vederli.

29 commenti:

Mary ha detto...

Testimonianza viva e vera... quasi in prima persona... di un momento nero della Storia.
Un saluto...
Mary

zloris ha detto...

....per non dimenticare mai.......

Joe Black ha detto...

Loro, però, l'hanno vista. Hanno sentito il suo alito lezzo sul collo e grazie all'umanità e alla forza hanno potuto allontanarla.
Anche mia nonna era partigiana e con orgoglio lo raccontava. E mio padre per aver rubato tre patate da bimbo, aveva circa 12anni, aveva fame, fu recluso per molto tempo dai fascisti in un riformatorio!
Ma la shoah su questa terra non è mai finita Doctor. Campi di concentramento, fosse comuni, carceri torture esistono anche adesso. Non qui in Italia, ma vedasi la Libia, la Siria, l'Iraq e tanto altro.
Non esiste il tempo per dimenticare esiste il tempo per ricordare ed è questo il suo presente!
Su questo tema non farei mai alcun commento ironico, troppe lacrime son state versate.
Il mio grazie va ancora ai partigiani e a coloro che per aiutare persone ad esser sottratte da quello sterminio, han pagato con la propria vita.
Un saluto a tuo padre, a mio padre ovunque ora adesso siano!
Elisena

chicchina ha detto...

E' storia,forse senza la "S" maiuscola,ma vera,quella che racconti.Tante piccole storie,di donne ed uomini che hanno saputo scegliere quando era il momento hanno permesso a tutti noi di crescere con dignità e coraggio.Bella la chiusura del post.Ciao

teoderica ha detto...

Quando leggo queste testimonianze, mi piace vedere che anche nella tenebra più scura, c'è qualche gesto di luce.
Cari saluti.

cristiana2011 ha detto...

Un post veramente 'storico' che descrive bene quei momenti lontani, eppure così vicini. Chi avrebbe mai potuto pensare che in un Paese libero si dovesse fare attenzione a chi si sceglieva come marito o come moglie e che non si fosse liberi di amare.
Molte,troppe persone hanno sofferto e penso che, in occidente, non si ripeterà una barbarie del genere.
Cristiana

ereticanelcuore ha detto...

Grazie per aver scritto questo post. Lo farò leggere a mia figlia e ai suoi amici, perchè non basta "non domenticare", bisogna attivamente ricordare e ancora più VOLER ricordare. A differenza di Cristiana io penso che queste barbarie si potranno ripetere ancora e molto più velocemente di quanto crediamo, anche in occidente (altrimenti non avremmo mai tollerato il loro continuo ripetersi altrove...), per questo i giovani devono conoscere, e le mille storie come la tua sono preziosissime, perchè per loro più immediate, più legate al loro quotidiano e prive di quell'alone di Storia che le rende lontane e cristallizzate nel tempo.
La mia percezione della Shoah è cambiata da quando ho letto i Diari di Etty Hillesum, che consiglio a tutti. A pochi mesi dal campo di concentramento la sua fiducia nell'essere umano era ancora immensa ed era certa che mai si sarebbe macchiato di una simile mostruosità. Noi, oggi, sappiamo come andò. Ecco, per dire che a volte la nostra percezione delle cose è troppo ottimistica e non dobbiamo, invece, mai smettere di essere vigili. Fuori, ma anche e soprattutto dentro di noi, perchè lì nascono subdolamente le piccole radici delle mostruosità. Infinitamente grazie Giuseppe.
Lucia

Loredana ha detto...

Testiminianza importante che lascia una goccia di sollievo in tutto l'orrore che c'è stato.
Si dice che si dovrebbe imparare dagli errori, che la storia è maestra di vita...temo , invece, che l'uomo non impari mai e che cambiano le generazioni, ma la voglia dell'uomo di sopraffare l'altro uomo sia sempre la stessa.
loredana

alessandra ha detto...

Un vero e proprio documento, una storia da raccontare e tramandare, assolutamente da pubblicare secondo me, è bellissima nella sua drammaticità e verità. Secondo me è un dono prezioso da condividere, è memoria, è un tracciato di una storia da non dimenticare mai, di un immenso dolore da tramandare di generazione in generazione,un insegnamento di vita prezioso perchè non debba accadere più e le generazioni future possano crescere con il seme della pace nel loro cuore.
Io credo che se lei approfondisce questo e lo raccontasse in un libro, ne uscirebbe una delle storie più belle e significative di quel tempo e del nostro tempo.Buona domenica a lei e famiglia.

valerio ha detto...

bella ed importante la tua testimonianza .

Vitamina ha detto...

Che bella storia familiare, dottore! Brutte cose, ma alcune fanno ridere , come la bambina con la mamma che diventava zia e di nuovo mamma. In questi giorni, non sto a spiegare come , una mia amica ha trovato notizie su una strage in un paesino qua vicino in cui fu uccisa una mia zia. Avevo immaginato prima come potevano essere andate le cose, pare ci fosse anche la mia mamma presente, che non ha mai raccontato nulla. In realtà pare che la storia sia molto più feroce di come è conservata, cristallizzata, nella poca memoria dei parenti. Queste storie mi sono molto care, le sento parte di me.

Sciarada ha detto...

Ciao Giuseppe, ho solo da dire che questo post è bellissimo!!!
Buona domenica a te e famiglia!

Sandra M. ha detto...

Grande pagina di storia nella tua famiglia. E sarai prezioso tramite "di memoria" per il nipotino.

Melinda ha detto...

Un post meraviglioso, grazie di vero cuore per aver condiviso con noi questi ricordi della tua famiglia.
Con una famiglia così speciale non potevi essere da meno.

rossorosso ha detto...

Un post bellissimo, veramente.

Carlo ha detto...

leggere e rivedere le drammatiche immagini di tanta crudeltà mi da sempre una profonda tristezza ed un immenso senso di vergogna.

Giovanna ha detto...

il tuo post e giusto non bisogna mai dimenticare

Angelo azzurro ha detto...

Una pagina di storia, oltre che di tenero ricordo. Grazie davvero per la tua preziosa testimonianza caro amico Soffio.

Ambra ha detto...

La sobrietà e la semplicità con le quali racconti quello che è stato un periodo difficilissimo per la tua famiglia - anche se nemmeno sfiorata fortunatamente dalla Shoah - ecco quelle sobrietà e semplicità rendono ancora più commovente il tuo racconto e portano un soffio di poesia con la storia di quella bimba.

Edoardoprimo ha detto...

Il tuo è un racconto che tocca i sentimenti, emozionando.
Ho letto minutamente anche i commenti, sono OK.
Tuttavia mi trovo d'accordo ciò che dicono Elisena e Lucia.
Un abbraccio infinito. Edo

nonno enio ha detto...

oggi secondo voi sarebbe possibile il verificarsi di un simile eccidio di massa ?

Soffio ha detto...

E' accaduto più volte e anche di recente, ci ha impressionato meno perché più lontano geograficamente e perché più rapido e meno pianificato. La velocità del tempo moderno fa passare in fretta anche l'eccidio e lo fa passare in seconda pagina altrettanto rapidamente. I nazisti hanno avuto "grandi numeri", dopo ci si é fermati e un milione, un milione e mezzo....

Adriano Maini ha detto...

Una trama familiare impressionante per come offre uno dei più nitidi spaccati della storia di quel tragico periodo!

Ernest ha detto...

io credo che la memoria ci possa davvero dare un futuro...

Krilù ha detto...

E meno male che è passata accanto senza fermarsi ...

Renata_ontanoverde ha detto...

L'uomo non si rende conto dell'enorme tragedia che gli eccidi generano e del fatto che se non smette, la nostra fine sarà vicina: perché non c'è speranza dove manca il rispetto della vita degli altri! Fino a quando riusciremo a farla franca ???

aracne ha detto...

Cosa aggiungere ancora, è stato detto tutto. Toccante questa pagina di storia della tua famiglia, hai fatto bene a scriverla perché non vada perduta.

stella dell 'est ha detto...

Toccante testimonianza,l'hai descritta molto bene.Buona serata a te Soffio e a Civetta.

Silvia ha detto...

...grazie...