venerdì 13 gennaio 2012

QUANDO C'ERANO I COMUNISTI

A fianco del bar, vicino alla fermata degli autobus c'é ancora una bacheca ove si affigge L'Unità, si proprio il giornale, quello che una volta era orgogliosamente l'organo del PCI, e tutti i giorni un signore va ad affiggere.
Serio, scrupoloso, con tutte le puntine da disegno, sceglie le pagine più importanti.
Mi ha fatto un pò tenerezza e mi ha ricordato di quando c'erano i comunisti.

Quando c'erano i comunisti nel mio quartiere, nel raggio di un chilometro, si trovavano tre "sezioni", e allora si parlava di "sezioni" con ancora più convinzione di quanto si nominasse la parrocchia del bambin Gesù, piuttosto che quella del Redentore.
C'era "La Gramsci", "La Rinascita" ecc.
C'era il controllo del territorio, ma oggi al loro posto si vede lo studio di un medico, una casa privata a seguito di ristrutturazione, un negozio di toelettatura cani.

Quando c'erano i comunisti tutto era più chiaro, c'erano i buoni e i cattivi, e non c'erano dubbi

Quando c'erano i comunisti nei paesi c'era il bar del prete e il bar del partito, e dire "il partito" si era detto tutto.

Quando c'erano i comunisti, la domenica passavano a vendere l'Unità casa per casa, e c'era chi aspettava con la moneta pronta e chi aspettava per il gusto di rifiutare il giornale.

Quando c'erano i comunisti, il giorno delle elezioni, il rappresentante di partito stava sulla porta, annotava tutti i votanti, poi a fine giornata spulciava gli iscritti e i simpatizzanti e telefonavano a casa a chi non era andato a votare.

Quando c'erano i comunisti i bravi cattolici, il giorno delle elezioni andavano a prendere le vecchiette a casa perché "votassero bene"

Quando c'erano i comunisti gli ex capi partigiani sfilavano tutti gli anni con le bandiere di combattimento tra due ali di folla, ma al pomeriggio andavano a chiacchierare col parroco e si rispettavano

Quando c'erano i comunisti i carabinieri li schedavano ma il maresciallo parlava amabilmente con il capo cellula che sapeva di essere schedato

Quando c'erano i comunisti, preparando il festival dell'Unità, le donne e i ragazzi andavano lungo i fossi a catturare le rane per farle fritte, e nei balconi delle case popolari si vedevano i secchi con le rane che gracidavano in attesa di servire la causa.

Quando c'erano i comunisti io e mia moglie andammo in Russia, che era poi l'Unione Sovietica, e mia moglie soffrì di mal d'aria all'andata.
Al ritorno, dopo sette giorni, in un diverso aereoporto, prima di partire, fu avvicinata da una gentile hostess che chiamandola per nome le offrì le pastiglia contro il mal d'aria.

I comunisti sì che erano efficienti

Quando c'erano i comunisti mio padre, che non lo era certo, passava con me in bicicletta fuori dal festival dell'Unità, mai dentro, e invariabilmente diceva "vedi quante macchine?, meglio così, con la pancia piena non si fanno rivoluzioni.

Magari aveva anche ragione

Ve la ricordate?? http://www.youtube.com/watch?v=zXKRA3HDsrw

21 commenti:

Rita Baccaro ha detto...

Ma come??? quando c'erano i comunisti i bambini non finivano nelle loro pance???
Ddi spessore il richiamo al grande Gaber

"Sì, qualcuno era comunista perché, con accanto questo slancio, ognuno era come… più di sé stesso.
Era come… due persone in una.
Da una parte la personale fatica quotidiana e dall'altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.
No. Niente rimpianti.
Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare…come dei gabbiani ipotetici.
E ora? Anche ora ci si sente come in due.
Da una parte l'uomo inserito che attraversa ossequiosamente
lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall'altra il gabbiano senza più neanche l'intenzione del volo perché ormai il sogno si è rattrappito.
Due miserie in un corpo solo. "

Grazie!!

Joe Black ha detto...

Ed io lo ero e lo sono ancora Doctor. Fiera di esserlo. Fiera d'aver per anno fatto la diffusione del giornale casa per casa, d'aver lottato per i diritti di tutti: strade, scuole, lavoro, case etc etc (no, non ho il raffreddore).
Questo nostro presente, non è sicuramente quello che s'immaginava e per cui s'è lottato.
Ma questa, ora, è un'altra vita!
Buon fine settimana Doctor!
E grazie per aver riportato alla luce ciò che sono i miei "ricordi" di gioventù!
Elisena

Vitamina ha detto...

Che bel post e bello il commento di Rita! Sì , niente rimpianti o forse un pò di nostalgia , ma è una cosa che , per il mutare del Tutto, non ci appartiene più, solo che fatica ad appartenerci anche il presente.

Sandra M. ha detto...

Mi sento "per mano" a Joe, qui sopra. Le radici restano e io ne sono fiera , le accudisco e le abbevero con cura. Ma nulla rimane uguale e tutto evolve.

occhio sulle espressioni ha detto...

Hai fatto un buon ritratto, più volte si è ricordata la militanza italiana tanto dedita, che ha fatto anche la guerra (con decessi in nome del valore), fiera, ma anche tanta "casalinga", "macchiettistica". Nei ragazzini comprendo che resta un ricordo anche dolce, di genuinità.
Purtroppo quel termine, comunismo (come anche socialismo), è una cosa che la nostra Terra ha mai visto realizzarsi nel suo vero significato, né in Italia, né tanto meno in Unione Sovietica, qualche anno post rivoluzione, dove era tutto ben altro, lo sappiamo, una decina di pagine dello scritto principale di quell'uomo dalla lunga barba ed è chiaro.
Comunque concordo con Joe Black, nonostante tutto, sempre all'erta.
Saluto con la mano posta come si deve!!!

Melinda ha detto...

I tuoi post mi catapultano in tempi lontani e sconosciuti ed è sempre un piacere.
Grazie!

Adriano Maini ha detto...

Non conoscevo la canzone di Gaber, ma, conoscevo i comunisti che, pure in una provincia bianca come la mia, erano come quelli da te descritti. E talora, un po' mascherandoli, ne parlo anch'io.

errebi ha detto...

Quanti ricordi della mia gioventù. Anch'io vendevo l'unito, ero iscritto al partito...lo sarei tuttora se,se,se,se...

rom ha detto...

Bel post, Soffio!
Quando c'erano i comunisti...
Una cosa, mi sembrò di aver capito, anzi, mi si poneva un problema alla luce di quella cosa che ero arrivato a sapere, verificare, conoscere per quanto è dato conoscere fatti storici come quello.
Era un problema non da poco.
Questo. A Yalta, agli inizi del 1945, Churchill Roosvelt e Stalin si incontrarono per mettersi d'accordo su come terminare il conflitto contro il nazismo. Io farò questo, ci gioco tot armamenti e tot vite umane, quindi vorrò questo. Io farò quest'altro, ci metto tot armamenti e tot vite umane, voglio quello.
Insomma: si spartirono i compiti e il potere militare e politico successivo alla sconfitta di Hitler.
Bene: l'Italia sarebbe stata liberata dagli Americani, e sarebbe stata una "colonia" militare americana e la sua politica sarebbe stata diretta, o controllata, dall'America.
Quando c'erano i comunisti, in Italia, non so se te lo ricordi, in giro qua e là c'erano le forze armate americane, le camionette, ricordo, avevano la targa AFI, American Forces of Italy. Ricordo bene la Forrestal con tutto il corteo di incrociatori e corvette e elicotteri di scorta davanti Napoli, una volta che andai a Capri, in quegli anni: impressionante.
Ora, il punto che arrivai a capire con chiarezza era questo: in Italia il partito comunista non sarebbe mai potuto andare al governo, per i patti che erano stati stipulati a Yalta.
I capi del partito lo sapevano? Tu che dici?
Milioni di voti, e di belle energie umane, insaccati in un vicolo cieco?
Sì, credo di sì. Lo chiamo "il grande inganno del PCI". Dei capi comunisti, quando c'erano comunisti.
Decenni di nascosta castrazione di milioni di voti, con tutto ciò che questo comportò. Quando si cambiò rotta, quando la verità venne a galla anche senza essere detta, era troppo tardi.

teoderica ha detto...

...ma dai si sta meglio oggi con Berlusconi e la teoria dell' orgone...un po di verve e abbasso il buonismo, che i buoni se li mangia il lupo.
Buona domenica.

Giovanna ha detto...

i tuoi post fanno sempre riflettere

angeloblu ha detto...

Ed io lo sono ancora...ma ora non è più lo stesso, una volta si combatteva per i propri ideali...

passavo per augurarti il buongiorno caro dottore!

Soffio ha detto...

LEGGENDO I VOSTRI COMMENTI SI DEDUCE CHE.....ODDIO!!! MA ALLORA AVEVA RAGIONE SILVIO, I COMUNISTI CI SONO ANCORA NON SOLO IN RAI NELLA MAGISTRATURA NEI GIORNALI NELLE SCUOLE ...MA ANCHE NEI BLOG. ARIDATECE ER PUZZONE !!

Joe Black ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Joe Black ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Joe Black ha detto...

Soprattutto nel cuore che tiene in serbo pulita d'un'ideologia, d'un voler che il tutto sia per tutti, il poco sia per tutti e non il tutto solo per pochi eccelsi:))))))
Il mio DNA è rosso, come i miei capelli e come i miei pensieri!
Ai gladiatori er puzzone e poi ai leoni che dubito ne apprezzino le carni:))))
Elisena

Lara ha detto...

Cristo (e non intendo parlare di religione) sarebbe stato un comunista. Perché nel comunismo c'era e c'è una fratellanza, una solidarietà che manca nelle altre ideologie.
Si guarda agli esclusi, ai poveri, ci si rivolta al capitalismo.
Ma, leggendo Rom, riconosco che la realtà è stata ed è questa di cui lui ha scritto. Solo che ci è consentito ancora sognare ... forse.
Ciao Soffio,
Lara

Carlo De Petris ha detto...

Sono nato davvero in un altro pianeta, non avendo vissuto praticamente nessuna di queste cose.

:S

Anonimo ha detto...

Quando c'erano i Comunisti...c'era ancora mio padre...uomo tutto d'un pezzo....(SI DICE COSì?!)pastore,soldato,emigrato,di nuovo pastore...una vita di sacrifici per tirar su sei figli,il grande dolore per la perdita del figlio primogenito...la pensione e subito dopo una grave malattia....fu quasi denunciato per aver accompagnato l'anziana madre a votare,da un cognato dell'altra sponda.....che tutte le domeniche era in chiesa in prima fila.....mio padre non mise più piede in chiesa...quando c'erano i comunisti i giovani trovavano lavoro c'era più onestà....il futuro era roseo...
OGGI NON ABBIAMO PIù SPERANZE....SIAMO FINITI IN UNA GIUNGLA DOVE COMANDANO LE BESTIE FEROCI.....
ovvero i disonesti....dalla Sardegna con simpatia

Lorenzo ha detto...

Con la pancia piena non si fanno le rivoluzioni ma si può benissimo farsi assumere dalla RAI (o da un ente pubblico qualsiasi) e poi farsi strapagare tutta la vita a spese dei contribuenti.

Si può anche assumere il tono di superiorità intellettuale e al riparo del proprio posto pubblico strapagato pontificare di ingegneria sociale e cambiamenti epocali.

Oltre al peccato originale di Nazione senza popolo, l'Italia ha dovuto scontare le due maledizioni del PCI e del Vaticano. Il risultato lo vediamo, al telegiornale non dicono niente del fatto che le aziende chiudono o del taglio della spesa, in compenso lotta dura all'evasione fiscale e tassazione "patrimoniale".

alessandra ha detto...

Ho nostalgia di quando c'erano i comunisti, lo erano i miei amici mentre io ero ciellina, forse per amore di contraddizione.
Tornando in tema di pere, ora gestisco il panificio "peretto" cognome dei miei figli, e quando cammino sotto il portico mi salutano dicendo:-ciao Peretta!!- le pere si abbinano proprio a tutto!
Per concludere nel panificio ogni santa mattina mi viene a trovare un Comunista e ogni volta mia sorella gli chiede se vuole fare diventare comunista anche me, lui risponde che sarei una comunista troppo buona.
Buona giornata, ciao