sabato 7 gennaio 2012

NOVELLO ICARO

NOVITA' - quella brava donna che mi sopporta da molti anni ha deciso di pubblicare un racconto di quando ogni tanto mi accompagnava in Calabria.
Dopo avermi visto picchiare tanto sulla tastiera un tributo lo dovevo,......fate voi.


“Sensazioni ed Emozioni”
Ovvero
Volando, come novello Icaro, sul volo AP2981 da
Lamezia T. A Bologna

Sabato 18 del mese di …. Ore 12,45. Fatto il controllo, o chek in, come si dice adesso, consegnate le valige, passata sotto la gogna elettronica che ti legge e svela i più reconditi segreti custoditi nel bagaglio a mano, mi sistemo con il giornale che faccio finta di leggere, in una poltrona della sala d’attesa davanti all’uscita…..l’unica che c’è essendo Lamezia un piccolo aeroporto, cerco di darmi un contegno di viaggiatrice vissuta, consapevole che ormai giunta lì non posso più tornare indietro, il tasso di adrenalina ha cominciato a salire lento e insesorabile. Attendo paziente, il giornale davanti a me,pensando alla nuova avventura che mi aspetta, una voce, quella di mio marito che mi consiglia di girare il giornale, l’avevo a rovescio!
Una nuova avventura dunque di circa un’ora e mezza su di un “aeromobile” come vengono chiamati adesso gli aeroplani di vecchia conoscenza, o meglio “in zema ad un aeroplan” come avrebbe detto mia nonna Sofia, che degli aerei aveva solo nefasti ricordi bellici.
Sistemato dunque il quotidiano per il suo giusto verso, sfoglio lentamente le pagine, i soliti articoli politica, tempo, economia… che noia, ancora avanti, ed io curiosa delle notizie citate nei trafiletti, ne scorro alcune, “Cane che azzanna il padrone” “Rapina all’ufficio postale di Roccacannuccia” “Cento paia di scarpe sequestrate” e quella notizia che mai avrei voluto leggere.”Aereo di linea precipita in Campania con 80 passeggeri a bordo, tutti salvi”…. Meno male che qualche volta c’è anche il lieto fine. Si apre il cancello d’imbarco e una hostess sorridente ci invita a salire sull’aereomobile appena arrivato da Bologna, sarà lo stesso che ripartirà fra un’ora circa, confido allora nei tecnici che facciano seri controlli, nei benzinai che facciano il pieno (lassù non esistono distributori di benzina), nel comandante che sia ben sveglio.
Mi sistemo, mi allaccio la cintura e aspetto paziente, in sottofondo il rumore dei motori già accesi, ben sistemata nel mio piccolo sedile, cerco di darmi l’input per una meditazione, schiena ben appoggiata, gambe senza tensioni, “si pregano i signori passeggeri….”le mani aperte ben appoggiate sulle coscie, il mento indietro, la nuca ben stirata, un tonfo mi fa capire che è stato chiuso il portellone, il respiro lento deve scorrere nel canale principale dall’alto verso il basso e dal basso verso l’alto, sento però che trova degli ostacoli, insisto eccolo entra dal naso ed esce dalla bocca. “I signori passeggeri sono pregati di spegnere i cellulari” e chi pensa a telefonare in questo momento?

Attraverso gli occhi socchiusi scruto una hostess fare la dimostrazione delle misure di sicurezza da adottare in caso di emergenza, ma chi riesce a memorizzare?

Riprendo il mio respiro, l’aereo rulla in fondo alla pista, dall’oblò vedo scorrere l’asfalto grigio su cui sono dipinti strani segni colorati, ecco il momento è arrivato, i motori sono al massimo, nella mia testa rimbomba un rumore assordante che annulla qualsiasi capacità di pensiero, mi ci trovo immersa, il cuore batte un po’ più forte, ecco che l’aereo con un balzo repentino spicca il volo e la terra sotto di noi diventa piccola piccola, il grande bestione alato si libra nell’aria, su su, sempre più in alto.

L’atmosfera soporifera che si respira mi tiene in un sonno benefico e consolatorio, è inutile che continui a meditare sul senso della vita, mi abbandono e dormo cullata dal rumore dei motori che a fatica vengono sovrastati da suoni gracchianti che ora provengono dall’altoparlante, “signore e signori è il comandante che vi parla” TUFF (il mio cuore si fa sentire) “per darvi il benvenuto a bordo” Ah meno male! “vi informiamo che stiamo volando a novemila metri di quota” TUFF….TUFF… “a una velocità di crociera di novecento chilometri orari” tuff. tuff… tuff… “l’atterraggio è previsto a Bologna alle ore quindici”
Mi riprende una grande voglia di dormire, ma dopo poco “stiamo cominciando la discesa” dico a mio marito, che incredulo ribatte “già che lo sai, potresti chiedere di fare da secondo pilota”
In quel momento la solita voce gracchiante, questa volta dell’hostess che prega i signori passeggeri di “allacciare le cinture è iniziata la discesa”! La mia adrenalina un po’ assopita durante il volo ha avuto una nuova impennata così come il mio spirito. “il comandante prevede l’arrivo all’aereoporto Marconi fra circa dieci minuti”. Ecco ci siamo mi sistemo nuovamente sul sedile “seduta bene” come dice la mia insegnante di yoga, schiena ben appoggiata allo schienale, cervicali ben distese, respiro profondo, mani rilassate, possibilmente non contratte a stringere un rosario. Socchiudo l’occhio sinistro che è dalla parte dell’oblò e toh! chi vedo, un angelo seduto su di una spumeggiante nuvoletta a forma di cigno che mi osserva e mi sorride, faccio uno scatto in avanti spalancando anche l’altro occhio, due vedono meglio di uno, ma loro sono già scomparsi e un forte attacco di nausea mi fa ritornare nella posizione yoga, cinture allacciate e lascio il mio destino nelle mani del comandante.

Il rombo dei motori è sempre più assordante, mi sento schiacciata contro il seggiolino come se fossi una sogliola (la prima volta, nella mia vita, così magra) o meglio come una soppressata ferrarese. Sbircio, con gli occhi a fessura, fuori dall’oblò e chi si vede? Un contadino sul suo trattore che sta lavorando nei campi, ma non capisco bene: come mai i campi sono obliqui sopra la mia testa e non piani come tutta la campagna normale? Ah è vero sono su di un aeromobile e forse da queste macchine infernali il mondo si vede obliquo. Vorrei chiedere a mio marito se anche lui vede come vedo io, ma ecco la casa del contadino, la moglie sulla soglia che fa cenni di saluto verso il cielo saluta me o scaccia le mosche? Mah non lo saprò mai, improvvisamente il panorama ridiventa orizzontale compare un nastro di asfalto… oddio, siamo entrati in autostrada? Un forte sobbalzo mi fa perdere la concentrazione yoga, colpa delle ruote che hanno toccato la pista non l’autostrada, siamo atterrati, una grossa frenata e l’aereomobile si ferma seguito da un forte applauso liberatorio dei passeggeri, a dimostrazione che non sono la sola ad avere paura. Respiro profondamente, decontraggo le mani dai braccioli e mi preparo a scendere. Raggiunta la scaletta rivolgo un caloroso saluto al comandante, impeccabile nella sua divisa, e potrei quasi saltargli al collo per baciarlo, ma non vorrei essere fraintesa, forse non mi crederebbe se gli dicessi che non è un’avance ma solo un ringraziamento per lo scampato pericolo.
Ritrovo l’uso delle gambe e scendo la scaletta, arrivata all’ultimo gradino, lascio cadere il mio bagaglio a mano rischiando l’incolumità delle ceramiche in esso contenute e mi inginocchio a terra baciando quell’asfalto che di terra ha ben poco, ma è il gesto che conta e mentre fra me e me rispolvero una vecchia preghiera di ringraziamento mi giunge una voce da dietro: “sorbole ma chi la crad d’eser, al Pepa?” Ecco a chi ho rubato il gesto, al Papa anche se lui la terra la baciava con intenzioni di fratellanza e amicizia con i popoli, io l’ho baciata perché paura fa 90!
Salita sul bus, non capisco perché mio marito si sia allontanato da me, forse si vergogna di avere una moglie che imita il Papa? E come mai, mi domando, tutti mi guardano di sottecchi? Perché è così ridicolo che una persona baci la terra dopo un volo in aereo? Finchè una signora più gentile delle altre mi offre uno specchietto e un fazzoletto affinché mi pulisca il viso da quei baffetti neri che l’asfalto mi aveva lasciato sul viso!!!!....
Attraverso i finestrini del bus vedo il mondo circostante di nuovo nella sua rassicurante e tradizionale posizione e in fondo alla pista l’aereomobile (o “aeroplan” come diceva mia nonna) che ammicca come per invitarmi, Novello Icaro, ad un nuovo viaggio.

26 commenti:

Silvia ha detto...

Stupendo!!!"La classe non è acqua!!!", eh eh!...
Un abbraccio ad entrambi, cari compagni di vita!
Silvia

Melinda ha detto...

Accanto ad un grande uomo, non poteva che esserci una grande donna!
Lettura piacevolissima!!!

cristiana2011 ha detto...

Novello Icaro? Lui non ce l'ha fatta!
Molto ben descritto il battesimo del volo, ma...lo rifaresti?
Cristiana

mammaMarina ha detto...

Beloooooooo! Ho ripensato al mio primo volo.... aggiungo lo stritolamento della mano di mio marito!!!! Scrivi ancora, hai uno stile molto piacevole!

cosimo ha detto...

Post troppo lunghi li leggo al volo, cioè svolazzando sullo scritto. Qui questo svolazzare, mi ha riportato a quanto vissuto su un volo Bari-Bologna della airone, quando prima di atterrare a Bologna, la hostess annunciò a noi passeggeri "sono iniziate le manovre di avvicinamento per l'atterraggio a Bari-Palese". Per un attimo mi sentii uno dei protagonisti di un film di Fantozzi.

teoderica ha detto...

Caro Soffio, mi dispiace, e lo dico pure con un pizzico d' invidia, tua moglie è più brava di te...solo per non morire verde ( d' invidia) puoi rispondermi a questa domanda : " tua moglie è una scrittrice?"
Dimmi di sì.
Signora Soffio touchè.

Ambra ha detto...

E' la descrizione dettagliatissima di quello che accade a tutti la prima volta che volano. Diciamo che non si fermano a baciare la terra, solo perché per tutto il tempo non hanno fatto altro che sforzarsi di nascondere lo sguardo terrorizzato dei propri occhi...
Ricordo benissimo il mio primo volo, anch'io avevo pensato che stavamo piombando sull'autostrada e gli altri, incoscienti, non si accorgevano di nulla.

Graziana ha detto...

Grazie carissimi coniugi Soffio!!!
Io ho una paura folle di volare e una voglia matta uguale e contraria; credo che nel 2012 ci sarà il battesimo dell' aria anche per me.

Anch' io rivolgo la stessa domanda: Ci sono stati poi altri voli?

L' autoironia è l' atteggiamento migliore per affrontare la vita e per comunicarla; e credo che questa dote vi accomuni.

Chapeau, signora Soffio!

aracne ha detto...

Io ho volato tanto, tantissimo, eppure queste emozioni a volte ancora le sento. Leggendo, mi sono addirittura aumentati i battiti del cuore, tanto mi ero immedesimata.
Brava Signora Soffio, forse dovresti avere un blog tuo!

trillina ha detto...

Volare è bellissimo! Non mi capita di frequente, ma quando succede riesco a sommare gioia e paura e, incredibilmente, il risultato mi piace.

Joe Black ha detto...

Soffro di claustrofobia e per anni mi sono rifiutata di volare, pur sognandolo spesso.
Poi, un giorno, per ragioni di lavoro son stata costretta a "volare" e da allora non ho più smesso di farlo, con qualsiasi condizione atmosferica.
Quando sono sopra le nuvole, i miei pensieri si staccano completamente dalla materialità della terra e divento un tutt'uno con il cielo e l'atmosfera di ghiaccio che fuori mi circonda.
Adoro volare.
Vorrei ali mie per farlo.
Detesto chi prende le farfalle con la retina!
Buona Domenica
Elisena

Soffio ha detto...

A tutti buona domenica - è Madame Soffio che vi scrive, ovvero se avessi un mio blog (grande è la tentazione!) mi chiamerei Civetta Canterina.
Vi scrivo appollaiata su di un asse da stiro, fra maglie magliette calzini e quant'altro, ma non voglio fare la vittima.
Grazie a tutti, care amiche e amici dei commenti al mio Icaro. Per la verità il mio battesimo dell'aria è avvenuto ormai molti e molti anni fa - nel 1976 - su di un vecchio aereomobile delle linee sovietiche in servizio da Milano a Minsk. Fu veramente un'esperienza "indimenticabile" come indimenticabile fu l'ambulanza che mi aspettava all'arrivo, il viaggio per me fu infatti così "tranquillo e sereno" che destai il sospetto di essere portatrice di chissà quale malattia........era solo mal di paura. Confortanti furono - alla partenza - i due funzionari che mi aspettavano all'aerporto di Mosca per sapere come stavo e per consegnarmi due misteriose pastigliette contro il mal d'aria. Vi assicuro che adesso - dopo 35 anni - ci rido su, ma allora non risi affatto.
A tutti ancora una buona giornata

stella dell 'est ha detto...

Complimenti,ma tua moglie ha tutte le doti di scrittrice!!!Io ho paura del volo,quindi queste emozioni non le ho mai provate,ma prima di andarmene voglio vivere questa esperienza.Vorrei andare nell'ex URSS,l'ho sempre desiderato,chissà!!!Buona domenica madame e monsieur Soffio.

il monticiano ha detto...

Scusami Soffio ma devo parlare con tua moglie che si autochiamerà Civetta Canterina.
Vedi eloquentissima e simpaticissima Civetta NON PUOI ASSOLUTAMENTE NON APRIRE UN BLOG!!!
O almeno. se Soffio non si offende, fare "una volta a me, una volta a te".
Sono d'accordo con Nonna Sofia perchè sarà per i "nefasti ricordi bellici" - sono nonno anch'io di 82 anni - ma non sono mai salito su un aereo né mai ci salirò neppure per visitarlo quando è fermo sulla pista.
Cordialissimi complimenti e saluti, ad entrambi,
aldo.

Joe Black ha detto...

Ciao Madame Soffio.....grande il tuo post!
Un bacio bionda signora!
Elisena

mammaMarina ha detto...

Non stirare ciò che non si vede (magliette, calzini, lenzuola....) e così hai più tempo per scrivere nel blog di tuo marito che è sicuramente molto democratico!

Makeupnonsolo.blogspot ha detto...

Bellissimo racconto e bello stile! complimenti a Civetta Canterina!

riri ha detto...

Bel racconto, compreso i baffetti neri, lo ammetto, anch'o avrei baciato la terra dopo l'atterraggio, con questi aerei vecchiotti..non si sa mai. Molto divertente. Complimenti. Un saluto da Torino.

Anonimo ha detto...

Che bel racconto "SIGNORA SOFFIO"!mi ha fatto rivivere i miei pochi viaggi in aereo....ogni tanto capita anche a me di allontanarmi dalla mia isola,molto raramente comunque.Io ho più paura prima del volo,una volta su non si può fare altro che cercare di rilassarsi un pochino....ma pochino pochino.mio ultimo viaggio a giugno destinazione Parigi...mon amour!sono riuscita a fare un pisolino....INCREDIBILE dopo una notte completamente insonne per l'ansia...il cuore che batteva all'impazzata,volevo rinunciare al viaggio tanto stavo male!per fortuna sono partita lostesso,sono stata benissimo ho visto posti che sognavo sin dalle scuole medie un viaggio stupendo....di quelli che non si dimenticano.....volo compreso!!!!!dalla Sardegna con simpatia....

@enio ha detto...

questo si chiama in un solo modo :STRIZZA, comunque sappi che l'unica volta che ho preso l'aereo per andare a Barcellona(spesato dall'azienda in cui lavoravo)ho provato le stesse "emozioni" e all'atterraggio mi sono limitato al segno della croce.

Sandra M. ha detto...

Mo dai, signora Soffio....hai davvero baciato la terra?...ah...ah...ah!! Evviva la faccia: io l'ho pensato ma non fatto, anch'io nel lontano'76 o forse '77 . Era un Milano-Monaco di Baviera.
Ma anche ora , dopo tantissimi voli, continua ad affacciarsi lo stesso pensiero ogni volta "mo cuma faràni a ster so, 'sti reoplan?".
Hai stessa vena umoristica di mister Soffio!!!

Adriano Maini ha detto...

Sai che, se fossi in te, passerei un po' più spesso i comandi di volo ... blogger alla gentile signora, squisita scrittrice? O che le consiglierei di aprire lei stess al più presto un blog? Complimenti a tutti due, in ogni caso!

lucietta1 ha detto...

Molto brava la moglie come il marito !Una bellissima coppia di scrittori!Un caro saluto!

Ambra ha detto...

Dimenticavo di dirti un mio pensiero e cioè che è una gran cosa avere una collaboratrice-artista per il blog. Non è forse un sollievo dall'impegno, che a volte ti sfinisce? O no?

chicchina ha detto...

Ci pensi su,gentile Signora Soffio,o Civetta Canterina,un blog ci allontana ogni tanto dai compiti familiari -dall'asse da stiro,per intenderci,e nel suo caso gratificherebbe tanti di noi lettori.Il sigor Soffio,titolare del blog presente,non ce ne vorrà,sono certa,divideremmo equamente le nostre attenzioni.
Un cordiale saluto ,per tutti e due,e le congratulazioni per la piacevolezza del post

civettacanterina ha detto...

Da Modena un pensiero alla tua magnifica Isola, la Sardegna - vero?
Non sono più in affitto sul blog di Soffio ne ho uno tutto mio e vorrei mandarti alcune considerazioni che ho scritto alcuni anni fa in occasione di una mia vacanza a Cala Liberotto. Mi mandi un tuo recapito?
Grazie