giovedì 24 marzo 2011

PRIMAVERA poi viene l'estate FAVOLE 2

Intanto é primavera, gli amici fotografi dei blog si scateneranno a fotografar fiori e sarà un piacere vederli. Quest'anno colgo una novità, pare ci sia una mezza stagione alle porte, magari breve ma sufficiente per smentire il solito cazzeggio "non ci sono più le mezze stagioni". Poi arriva l'estate, magari é un pò presto per parlarne ma conto che arrivi, così torno a fare il bracciante agricolo per un mese alla faccia di tutto, in mezzo a pachistani e marocchini con il mio cappellaccio di paglia scalcagnato dello scorso anno e che non si sappia che sono pure dottore. Ma quando eravamo piccoli come facevamo in estate. Non c'era il frigo, non c'era l'aria condizionata, la coca cola fresca era un lusso raro, gelati solo la domenica e lavatrice manco a parlarne. Ma andiamo per ordine. Il FRIGO non c'era, si andava all'Industria del Gelo a comprare una barra di ghiaccio. Si andava con un burazzo per avvolgere la barra che si portava sulla canna della bicicletta fino a casa, e quì finiva dentro una bacinella di metallo e durava dei giorni. Poi quando é arrivata la modernità la bacinella é stata sostituita da un pozzetto di metallo. La barra di ghiaccio però si doveva rompere perché era troppo lunga. ARIA CONDIZIONATA non ne parliamo neppure, al più un ventilatore, ma piccolo, sennò si prendeva la pleurite sudati come eravamo. COCA fresca e GELATO. La Coca si sapeva che c'era ma conteneva caffeina, quindi meglio evitarla. La si poteva sostituire, ma solo nelle sere buone, con una cedrata, ma non più di due o tre sere in tutta l'estate. Il gelato, roba di lusso. Una volta avevo 30 lire in tasca e presi un gelato gigante suscitando le invidie e gli sguardi ammirati degli altri bambini. Però mica tutti i gusti di oggi. Crema nocciola e cioccolato e via andare. In compenso però c'erano le granite nel parco pubblico. Una donna che mi pareva vecchissima grattava dalle barre di ghiaccio, metteva nei bicchieri, quattro o cinque nei quali ha bevuto tutta la città, aggiungeva sciroppo ed ecco fatta la granita. Quella all'amarena costava 5 lire di più, perché non ho mai saputo. LAVATRICE neppure quella c'era, ci si lavava una volta la settimana e la camicia si portava per giorni. "Ma allora puzzavate !!" mi ha detto un giorno mia figlia "sì" ho detto io "ma puzzavamo probabilmente tutti, quindi nessuno se ne accorgeva"

12 commenti:

cristiana2011 ha detto...

Osservazione arguta!
E il cocomero,d'estate dove lo metti?
Ciao
Cristiana

teoderica ha detto...

...vero forse puzzavano tutti e così non si sentivano...viene un po' nostalgia ma mica tanto, in fondo se c'è stata l' emancipazione della donna è stato proprio grazie alla tecnologia, così la donna ha avuto il tempo per pensare.

Soffio ha detto...

Cristiana...il cocomero, già, qualche volta. Aveva due prezzi, la fetta in ghiaccio e quella a temperatura ambiente. Ma la vera libidine, che costava 50 lire era il "garullo" ovvero il cuore, che veniva tagliato con una incisione chirurgica sino ad estrarne una fetta triangolare. I raffinati o gli igienisti prudenti sputavano i semi, gli altri, come me, li mangiavano con la polpa. Era proprio estate

Sandra ha detto...

All'industria del Gelo spedivano la sottoscritta che ritornava in quel di Canalchiaro trascinando la reticella gocciolante.
Il "garullo" era ambito e costoso!
La granita (per la verità...la GRANATINA!): ghiaccio e sciroppo a 10 lire il bicchierino.
Gelati: un gelatino da 10 ..da Gurgo.

rosso vermiglio ha detto...

Amarcord! :O))

Gianni ha detto...

Si confermo puzzavano tutti. Altro che il pungente odore ascellare sugli autobus.

Soffio ha detto...

Quante risposte. Poi la Sandra che andava da Gurgo....i non modenesi non possono sapere, ma quì si entra nel mito.

Lara ha detto...

Sono ricordi molto belli. Quello che mi stupisce è che riesci (e non solo tu) a ricordare il costo in lire.
Grazie per questo tutto nel passato.
Ciao,
Lara

Krilù ha detto...

Come già ti ho detto, apprezzo molto i tuoi post, che riportano a galla i miei ricordi, molto simili ai tuoi.
Io però la mattonella di ghiaccio da mettere in ghiacciaia l'ho conosciuta solo dopo che sono emigrata in città: in campagna il nostro frigorifero era il pozzo, dentro cui si calava un secchio colmo di tutto ciò che si voleva conservare in fresco.

Ciao e buona domenica.

Debora Parola ha detto...

Ciao! Grazie per essere passato dalla mia pagina!
E' bello aver ricordato com'era una volta.
Anche se i miei ricordi non sono poi lontanissimi, per quello che vedo adesso, eravamo molto più felici allora, con il ghiaccio grattato per fare la granita.

Anonimo ha detto...

Quanti bei ricordi!
In colonia dovevo farmi bastare le 2000 lire che mia mamma mi regalava per tre settimane di soggiorno.
Considerato che dovevo comprare cartoline con francobolli, forse anche un ricordino per la famiglia, un'estate, oltre ai ghiaccioli da 30 lire, sono riuscita a risparmiare 120 lire per un cornetto Algida o simile ... che lusso!
Veramente un bel allenamento al risparmio.
Mariapia

silvia ha detto...

Da noi d'estate passava il rocchetta , con la sua ape-car adattata a gelateria ambulante.
Era un vecchio rubicondo e tondo come i suoi gelati: da tre grossi bidoni posti sulla motoretta estraeva palettate di Ben di Dio con le quali pennellava la parigina, e lo faceva con una tale passione che sembrava stesse realizzanndo un'opera d'arte. (Intanto noi sbavavamo)
Tre gelati costavano 100 lire. Io e le mie sorelle potevamo comprarlo solo una volta alla settimana ...ma se la sorellina più piccola si era già svegliata dal sonnellino, addio gelato, perchè 100 lire non bastava più.
Un anno capitò che un' epidemia di gastroenterite mettesse a letto tutti i bambini del villaggio, tranne noi che quella settimana avevamo saltato il turno.
Mamma disse che quel gelato non era igienico e con quella scusa rimanemmo fregate per tutta l'estate.