domenica 22 agosto 2010

CELLULARE o FACEBOOK l'inconscio sul tavolo

Capisco che sia ormai banale, so che é ormai accaduto una infinità di volte, ma suvvia, almeno impariamo dalla storia.
Anche in questo assolato agosto varie storie di coppie che scoppiano e non dal caldo, ma per cellulari lasciati (apparentemente) incustoditi.
L'altro coniuge sente il trillo, peggio ancora se é un figlio/a, legge e scopre messaggi più o meno espliciti che rivelano la tresca.
E quì si avvia il chiarimento e la tragedia, ovvero l'inconscio del "traditore" ha fatto sino in fondo il suo mestiere facendosi scoprire.
Per non parlare delle note lasciate su Facebook, nella credenza di essere furbescamente letti da chi deve, roba da messaggi mafiosi, ma facilmente beccati da coniugi o, peggio ancora, da figli bem più adusi a tali strumenti.
Restano infine i messaggi notturni, ancorché in regime "silenzioso" che tuttavia vengono ugualmente letti dal coniuge che si é svegliato per esigenze "naturali".
Suvvia...alle 19, massimo alle 20, spegnateli i cellulari !!!

venerdì 13 agosto 2010

"GOTT MIT UNS" Anche quando piove ???

Un tempo si diceva "piove governo ladro", oggi non più, lo sappiamo già.
Resta il punto della pioggia in agosto, e quì i pareri si dividono.
Chi é al mare magari é seccato, salvo gli accaniti giocatori di carte che tanto per loro importante é giocare ovunque siano e quindi se piove é meglio, le partite durano un giorno.
Chi é in montagna forse é seccato un pò meno, si sa che in montagna il tempo é variabile e poi si può stare a chiaccherare guardando le nuvole che scavallano le montagne e anticipare commenti autunnali, roba da baita che a chi va in montagna piace sempre.
Chi resta in città può sempre dire che la pioggia fa bene ai giardini, che é anche vero, e poi c' é magari una non dichiarata vena sadica e vendicativa verso chi é via e non se la gode.
Poi ci siamo noi, quelli che in campagna raccolgono frutta e se piove é un guaio, perché finché la pioggerellina é sottile continui, ti inzuppi ugualmente ma continui e si può pure provare una certa soddisfazione nel sentirsi eroici.
Però quando piove devi avere alcune avvertenze, ovvero quando il ramo ti rimbalza in faccia devi sputare subito le gocce d'acqua che ti sbattono in faccia, e devi pure sputare gli insetti, specie le coccinelle che arrivano.
Le coccinelle in sé sono simpatiche, ma se le ingoi inavvertitamente quando sono nello stomaco possono sfarfallare, hanno le ali, e se ingoi troppe poi senti le farfalle nello stomaco e se non ti ricordi del principio di realtà magari credi di essere innamorato e non sai bene di chi.
Però se piove forte ti devi fermare e si fermano pure le macchine, i carri, i muletti, che nel fango sprofondano e mica li puoi spingere.
E il giorno dopo non basta che abbia smesso di piovere, perché sguazzi nel fango ugualmente, fai la doccia da caduta acqua nei primi dieci minuti e condisci tutto con la sauna da umidità che sale dal terreno.
Ma allora quando piove Gott mit uns?? o no ?? o dipende da che parte stai ??
E poi la frutta se ne frega dei tempi prestabiliti, se la gode moltissimo dell'acqua che scende dal cielo

lunedì 9 agosto 2010

FARE COSE SEMPLICI

Scriveva il Dr. Jung sull'importanza di fare cose semplici per cercare di essere semplici "e come é difficile essere semplici". Certo oggi ciò ci é molto difficile. Io in agosto, per un mese, non vado né al mare né ai monti, il ché non mi riposerebbe più di tanto, anzi probabilmente mi annoierebbe e non aggiungerebbe nulla all'anima. E così aiuto in campagna, bracciante agricolo a zero remunerazione. Sceglia alle 6, in campo alle 7, raccolta sino alle 12, poi intervallo sino alle 13.30. Un piatto di pasta come si usava un tempo, quando non c'erano diete, poi via a raccoglire di nuovo sino alle 18. Nessun orologio, basta il campanile, nessuna radio o simile, si gode il silenzio, nessun abito solito, ci si veste di vecchio e quasi quasi vien la voglia di stringere i pantaloni con la corda, e poi non c'é bisogno di cambiarsi il giorno dopo.
Si apprezzano i diversi tipi di verde, a seconda delle qualità, si incontrano tante coccinelle, e alla sera sembra di essere stati al mare ad abbronzarsi. Quando si incrocia qualcun altro che raccoglie, o é polacco e non capisce l'italiano, o é marocchino o pachistano e quindi lavora sodo e in silenzio, senza tante espressioni facciali, o é un giovane italiano che parla però solo di rock e quindi é maglia andare via veloci. L'energia che si ricava é tanta, dalla terra, dall'aria, dal sole, dalle piante. La sera si fatica a dormire tanto si é belli "carichi" e la mattina si può sceglier in quale bar prendere il caffè e vedere quelle facce che vedi solo all'alba. Buona estate a chi legge

domenica 1 agosto 2010

L'AMICIZIA

L'amicizia non é altro che un'intesa sul divino e sull'umano congiunta a un profondo affetto. Eccetto la saggezza, forse é questo il dono più grande degli dei all'uomo. C'é chi preferisce la ricchezza, chi la salute, chi il potere, chi ancora le cariche pubbliche, molti anche il piacere.....Infine tutti gli altri beni presentano un solo lato vantaggioso la ricchezza per spenderla, la potenza per essere riveriti, le cariche per ricevere lodi, i pieceri per goderne. L'amicizia invece comporta moltissimi vantaggi. Dovunque tu vada é a tua disposizione, non é esclusa da nessun luogo, non é mai inoppuirtuna, non é mai un peso....L'amicia dunque comporta moltissimi e grandissimi vantaggi, ma ne presenta uno nettamente superiore agli altri: alimenta buone speranze che rischiarano il futuro e non permette all'animo di deprimersi e di abbattersi Cicerone: La vecchiaia l'amicizia

giovedì 29 luglio 2010

PAPA' GORIOT di Balzac

Da tempo ne sentivo parlare ma solo ora ho preso in mano, divorato, goduto questo libro di pregio, denso di descrizioni che altrove mi parrebbero noiose, intriso di sentimenti e di visione del mondo che sarebbe cinica se non contenesse un intelligente distacco. Insomma una bella e buona sorpresa ancorché tardiva

domenica 25 luglio 2010

VIVERE

Forte e prepotente deve essere la voglia di vivere, di combattere, di capire, di lottare e riconoscere il male oscuro, di sapere che le nostre ombre ci sono, ci saranno, ma sono solo una parte, che non può e non deve averla vinta.

venerdì 23 luglio 2010

SUICIDIO

Titolo secco. In questi ultimi tempi mi hanno parlato di alcuni casi, casi vissuti da vicino, e ne ho trattati almeno un paio (per fortuna non conclusi tragicamente) Ho dovuto dunque occuparmene. Si pongono alcune possibilità che in sintesi possono così essere esposte : 1) il suicidio può rappresentare semplicemente un richiamo, un tentativo forte ma non veramente finale che però sfugge di mano alla persona che lo agisce 2) uccidersi ottiene, nella fantasia di chi lo agisce, il risultato di violentare l'esistenza di chi resta, una sorta forse di vendetta mal diretta o forse il desiderio di essere comunque ricordati per sempre. Un tema ricorrente é quello della depressione, dell'impossibilità di vedere soluzioni ancora possibili. Non sempre però la motivazione appare così aggressiva, in taluni casi si può riscontrare una sorta di desiderio di riunificazione verso un oggetto-persona perduta, una nostalgia di dipendenza che non trova altra strada, quasi una scorciatoia per tornare con chi si é perduto. Nella clinica psicodinamica sono stati evidenziati alcuni fattori alla base del tentativo di suicidio, in specie una difficoltà a rinunciare ad un nutrimento "infantile" ed il contemporaneo impedimento a riconoscere la dipendenza. Idea molto alta e narcisistica di sé, forte controllo dell'affettività e dell'aggressività. Che fare con queste persone ? Avendone la possibilità parlarne senza paura, non adottando relazioni consolatorie o buoniste od offrendosi a continui contatti e soccorsi volanti. Paradossalmente ciò può aumentare nella persona l'idea che la responsabilità del rimanere in vita dipenda da un'altra persona e non da sé. Molto meglio cercare di comprendere le motivazioni e le fantasie suicide anche ammettendo la impossibilità di frenare il gesto se proprio vorrà compierlo. Più utile cercare di far comprendere alla persona perché vuole arrivare al gesto estremo. Resta poi forte la possibilità di un transfer positivo, non basato sul buonismo, che possa trasmettere la sensazione che qualcuno può ascoltare senza necessariamente voler cambiare forzatamente l'idea che la persona coltiva. Qualcuno capace di rispettare e saper accettare, nonché di collaborare all'elaborazione del lutto dei sogni infranti che possono essere sostituiti con idee più realistiche. Un buon lavoro riesce as attivare la parte della persona che dubita della soluzione suicidaria scegliendo infine la vita