lunedì 14 febbraio 2011

ANCORA SULL'OMBRA

In questo post riporto succintamente alcuni esempi di manifestazioni dell'ombra nei sogni.
1) Uomo, 55 anni, solitamente attento agli altri, anche generoso, disponibile, ma con un carattere forte, deciso, scarsamente incline a ciò che considera perdite di tempo.
In una giornata molto densa di avvenimenti durante la quale si é misurato, quasi scontrato con persone che secondo lui non agivano come lui avrebbe voluto, riporta "Sogno di parlare con Berlusconi, ho verso di lui un atteggiamento accondiscendente, mi vergogno perché tutti sanno il mio orientamento progressista e di sinistra, tuttavia mi comporto in modo quasi servile, mi sveglio turbato"
Il "regista interno" gli ha messo davanti un aspetto del suo agire diurno,paragonabile a ciò che lui pensa di B che preferirebbe non avere ma che a volte il suo carattere forte e persino dominante lascia andare allo scoperto

2) Donna di 55 anni, molto rigida, fisicamente e psicologicamente, con un passato di forti controlli da parte della famiglia. Praticante cattolica, attenta ai doveri pubblici. Per anni si é negata il piacere sotto ogni forma, compreso un buon rapporto sessuale con il marito.
Dopo mesi di lavoro durante il quale ha cercato con crescenti dubbi di difendere le posizioni tenute per anni riporta questo sogno "Sono nella mia camera, entra mia figlia e inizia a masturbarsi dolcemente davanti a me spiegandomi come devo fare. Resto un poco stupita ma non molto, ci provo anch'io e mi piace"
La figlia si assume il ruolo di ombra e invita a riconoscere che in lei é presente la tentazione e la possibilità di vivere l'eros (non solo la sessualità)anche se la logica morale dell'IO lo negherebbe

3) Industriale, vita molto intensa, passati problemi cardiaci di una certa entità causati da superlavoro, stress, viaggi. Da anni si nega le emozioni più normali, fa sempre appello alla logica, alla concretezza, afferma di non avere tempo da perdere. Politicamente conservatore, ha lavorato molto anche per materializzare i suoi risultati.
Sogno " Ero nel cortile della mia casa, da lontanto vedo arrivare una carovana di zingari che ballano, cantano, suonano. Io corro in casa a prendere il fucile ma quando cerco di sparare non spara. Così loro arrivano, ho paura ma non mi fanno nulla, continuano la loro festa e passano oltre."
Le parti ombra, rappresentate dagli zingari, che lui tiene lontani e che rappresentano quanto di più difforme da lui possa immaginare, lo avvicinano, non sono aggressive o pericolose e gli dimostrano che si può vivere diversamente.

4)Giovane studente, famiglia molto ostacolante, arranca negli studi, pensa di lasciare e vive un periodo di sfiducia verso sé stesso.
Sogno " Sono in un'aula universitaria dove devo sostenere un esame difficile. Penso che non riuscirò, due professori mi guardano male, io vacillo, penso di ritirarmi, poi mi giro e vedo lei (lo psicologo) che mi dice - lo sai che puoi farcela da solo - così affronto l'esame e prendo 28"
In realtà lo psicologo lo supportava facendo leva sulla parte profonda e capace di reagire dello studente, e nel sogno é la sua ombra-guida che lo aiuta ad avere fiducia e ad affrontare

venerdì 11 febbraio 2011

a CINZIA ed EMANUELA

Grazie per i commenti, rispondo con un post, ma non basterà, troppo lunghe considerazioni si potrebbero fare. Parto quindi da una esposizione "didattica" . Quando si parla di IO intendiamo il "centro" della coscienza, soggetto di atti volontari e appunto coscienti o presunti tali. Presunti perché anche quando nel discorrere comune riempiamo il nostro dire di "concretamente" o "oggettivamente" o "effettivamente" ecc, se ascoltiamo attentamente, cogliamo quanta soggettività invece di oggettività. L'IO é dotato di continuità e identità con sé stesso, e se posso usare una immagine é un pò come la crosta terrestre sulla quale abitiamo, difficile che ci soffermiamo a pensare a quanto magma c'é sotto. L'Io nella nostra storia si struttura rapidamente grazie alla differenziazione con il non-Io, ciò che rimandiamo nell'inconscio. L'IO si struttura, si consolida come parte autonoma, che costruisce una identità capace di aiutarci a muoverci nel mondo, a sapere cosa fare e come farlo adattandosi alla realtà. Nella nostra crescita ci viene detto, la famiglia, la società ci dice ciò che é bene, giusto, sbagliato e quanto altro ci fa diventare esseri sociali. Noi siamo presi dal "reale quotidiano" e crediamo di governare e influenzare tutto con la nostra volontà cosciente. Così facendo mettiamo in "Ombra" ciò che non va bene o crediamo non sia accettabile, mettiamo nel cassetto di sotto, mettiamo polvere sotto il tappeto e cerchiamo di dimenticarci di averla messa. L'Ombra si configura e prende corpo come il lato oscuro di noi, manifesta tratti incompatibili con la coscienza, ed é relativamente autonoma, sfugge alla volontà controllante dell'IO. Utilizziamo i sogni perché é ad essi che guardiamo per cominciare a riconoscerla. Quando nel sogno compaiono figure dello stesso sesso del sognatore dobbiamo chiederci quale aspetto della persona vuole porre all'attenzione, quale parte non riconosciuta vuol farci considerare. Ecco che sovente appaiono personaggi di pelle nera, o zingari, o malfattori, personaggi ben lontani dalla nostra quotidianità. E' sintomatico come spesso nei sogni si abbia la sensazione che ci rincorrano, vogliano farci del male. Ma ad un valido esame del sogno in realtà non fanno nulla di male, non ci colpiscono, non ci uccidono. Ecco che dobbiamo semmai cercare di riconoscere quali parti oscure di noi, rincorrendoci, cercano solo di entrare in contatto, di parlarci. L'Ombra ci può risultare ripugnante, disgustosa, ma il suo compito é quello di ricordarci che noi siamo anche quello, e solo accettandolo e integrando l'ombra possiamo ampliare la nostra personalità e il migliorare il nostro equilibrio interiore e di conseguenza anche la nostra vita pubblica. Si può anche parlare di Ombra collettiva, che avvolge un intero popolo. Gli ebrei erano Ombra per i nazisti e forse oggi gli extracomunitari sono Ombra per molti. L'Ombra collettiva può dunque essere anche molto pericolosa, perché nel collettivo ci permettiamo ciò che individualmente non faremmo. L'Ombra può anche essere considerata positiva se ci rappresenta parti di noi che se fossero veramente integrate nella personalità, non escluse, ci consentirebbero un arricchimento complessivo. L'Ombra contiene anche valori che possiamo aver rifiutato non perché negativi in sé ma semplicemente non accettati dal collettivo nel quale siamo inseriti. Per ora mi fermo quì, meriterebbe semmai portare tanti esempi di manifestazione dell'Ombra nei sogni, giacché il primo passo di un lavoro analitico é appunto iniziare a riconoscere le proprie Ombre. Grazie a Cinzia ed Emanuela

martedì 8 febbraio 2011

SOGNO /4

Il "padrone" del sogno é un uomo di circa 50 anni che dopo alcumi mesi di ragionamenti su di sé, sul suo passato, sugli intrecci familiari ai quali attribuiva con lucide riflessioni la causa dei suoi disagi,(aveva letto vari libri di psicologia) iniziò a manifestare qualche dubbio. Dopo aver ascoltato alla radio una trasmissione che definì "quasi psicologica", in ciò prendendone le distanze, confidò di essere però rimasto sorpreso dal racconto di una persona che ammetteva di aver scoperto aspetti di sé che non voleva riconoscere. Il concetto di "ombra" era già stato esaminato nella nostra relazione, ma si era sempre mostrato scettico, sostanzialmente in difesa.
Un giorno si presentò turbato, a differenza del consueto atteggiamento pseudo scanzonato e raccontò " Sono in piedi e mi esce dalla bocca un filo che io tiro. E' lunghissimo e ne faccio una matassa. Mi accorgo che é gelatinoso e penso subito alla tenia come mi raccontavano da bambino, mi spavento e lo butto via anche se mi rendo conto che una parte piccola é rimasta in gola. Mi ricordo che da bambino mi dicevano che occorre prendere la testa sennò si riproduce. Mi sveglio spaventato, debbo fare qualcosa"
Aggiunge che nella stessa notte ha fatto altro sogno " Sono stato ferito assieme ad altri da un uomo che ha sparato. Mi rialzo, forse sono stato ferito al braccio"

Di colpo la sua parte Ombra decise di farsi sentire. La tenia che esce dal profondo della persona deve essere estirpata del tutto, altrimenti assorbirà le energie vitali, mentre nel secondo sogno l'Ombra inizia a sentirsi scoperta e spara, ma é imprecisa. L'Io può reagire, come da allora fece il sognatore, concedendosi di abbassare le difese, accogliere l'esplorazione dell'Ombra e procedere più convintamente nel suo percorso

lunedì 31 gennaio 2011

FESTA DEL PATRONO /2

La festa del Patrono é sempre un avvenimento, le strade del centro si riempiono, oltre 500 bancarelle dice il giornale.
Da bambino era un avvenimento atteso, rara occasione per lo zucchero filato, ma non sempre, però da adulto ho evitato spesso di gettarmi nella calca e non ho osato rifarmi con lo zucchero filato.
Come avvenga poi il procedimento dello zucchero filato resta sempre un mistero affascinante.
Da anziano o quasi ho avuto voglia di andarci, così questa mattina alle 6 e mezza ero per le strade del centro. Molte bancarelle erano ancora in allestimento e faceva un effetto positivo partecipare alla vita "pre" di quella gente. Alle 8 Messa in Duomo.
Non é che sia molto cattolico, almeno non nel senso comune del termine, ma diceva messa un mio amico Vescovo e non potevo perderla, così mi sono messo tra le prime file e mi sono goduto tutto il rito. Non si sa se Dio c'é qualcuno ne é convinto, qualcuno nega, qualcuno ci spera, qualcuno é così convinto che il Dio cattolico non c'é da dirsi ateo convinto, ma tanto convinto che segue altre religioni, magari personali. Dopo mi sono concesso una breve passeggiata prima della calca. Lunghe porchette fredde, quelle che se ti azzardi a mangiarne in piedi al freddo digerisci tre giorni dopo. Il banco delle stoviglie, piatti in perticolare era curioso, molte donne attorno come se il tempo non fosse passato e il venditore che faceva cozzare i piatti tra loro con un discreto baccano sembrava fare buoni affari. Magari quelle donne hanno pochi piatti a casa. Io e gli amici che frequento ne abbiamo sempre fin troppi, dal servizio bello che non si uasa mai per non rovinarlo, quello di tutti i giorni, quello che non piace ma si tiene ugualmente, non si sa mai, e altri sparsi, residui di passati servizi. Molto femminile il banco delle borse da signora. Una montagna, accatastate alla rinfusa, con una nuvola di donne a toccarle e a ributtarle nel mucchio. E i vecchioni ? o le gucciarole come si dice dalle nostre parti ? Ormai si trovano solo in fiera ma non é detto siano dolci come quelle di una volta. Quando si scrive questo , "come una volta" si sta proprio invecchiando !!!. Per chi non lo sapesse le gucciarole sono castagne fatte essicare con la buccia in modo da lasciarne l'interno morbido.
E i palloncini ?? una volta si comprava il palloncino, che era un palloncino e basta, al massimo cambiava il colore, ma oggi i palloncini hanno tutte le forme possibili, ovviamente ispirati ai personaggi più recenti dei cartoni e costano 5 euro !! alla faccia !!.
Tuttavia dalla fiera si torna avendo "comprato la fiera" e io mica mi potevo sottrarre dal momento che c'ero. Ho comprato un paio di forbici a quattro lame parallele che sminuzzano tutto appunto perché parallele. Chissà se mi serviranno davvero. Certamente mio nipote si divertirà a tagliare fogli in questo modo strano.

FESTA DEL PATRONO

Per cominciare un saluto a TereZa che abita più a sud di 500 km ma potrebbe stare qui e un saluto a Cinzia che vive a 500 km più a nord ma non so se potrebbe stare qui. Di TereZa qualcosa conosco, di Cinzia nulla.
Cosa hanno a che fare con la festa del patrono ? probabilmente nulla, ma se le ricordo prima di scrivere vorrà dire che il mio inconscio lo sa e tanto basta.

sabato 29 gennaio 2011

NORMALITA' "quand la và mel c'la vaga acsé"

"quando va male che vada così" dicevano gli anziani, quelli che oggi siamo noi.
Un sabato normale, tre persone incontrate la mattina, buoni dialoghi, voglia di ascoltare e sensazione di essere ascoltati.
Dovrei aver fatto un discreto lavoro.
Il nipote da tenere perché la figlia lavora, e poi anche lei a mangiare a mezzogiorno tutti assieme, il ché non é frequente. Un buon punto. Vale aprire una bottiglia e bere qualche sorso di vino e le cose appaiono anche più pastose.
Prende un leggero tepore. Il piccolo gioca da solo, si ha tempo per stare in poltrona, leggermente assopiti ad ascoltare il chiacchiericcio delle donne frammezzato dall'antico rumore delle stoviglie rigovernate. Il tempo riporta indietro, scorrono alla mente immagini mai dimenticate in "bianco e nero".
Il piccolo si é addormentato, occorre far piano. Quasi quasi porto Piper a fare una passeggiata nel prato. Piper é una labrador, non é mia ma ce la intendiamo bene.
Scricchiolio delle foglie. lei annusa,ce la intendiamo, ognuno sta al passo dell'altro.
Questa sera amici, gente interessante, intelligente, piacevole, non occorre neppure parlare, sufficiente ascoltare.
Profumi di cucina.
Come é difficile essere semplici scriveva il Dr. Jung.
Quand la và mel c'la vaga acsé

mercoledì 26 gennaio 2011

MI RACCONTI DI QUANDO ERI PICCOLO ??

Io ho molti cappelli.
Sono figlio, perché tutti siamo figli e lo saremo un pò sempre, ma sono anche padre, ho una moglie, una figlia e sono genero, ma anche suocero a mia volta. Sono zio ma anche nipote, più altre cose varie, tipo fratello, cugino, e se ci penso magari anche altro, qualcosa di più recondito nel cassetto di famiglia.
Ma sopra tutto NONNO, e la cosa mi piace molto di più ora che c'é rispetto a quando sapevo che lo sarei diventato.
Noi maschi si sa, siamo più bravi quando lo abbiamo in braccio e riusciamo a interagire.
E allora capite che se mi dice "andiamo a sdraiarci nel lettone e mi racconti di quando eri piccolo" io vado e ben contento.
Difficile esprimere cosa si prova guardando gli occhietti che seguono attenti e un pò sognanti.
Come tante situazioni della vita bisogna provarle.
Occorre decidere cosa si racconta, e come lo si racconta, se omettere qualcosa, se parlare di cronaca o anche di sentimenti e quì scopri che hai di fronte un' "anima" ed é un pò come parlare a te stesso.
Con la fidanzata o la moglie mica raccontavi certe cose, si era più giovani, più impegnati in altri obiettivi, allora importantissimi e che oggi appaiono molto meno importanti.
A volte ci si chiede "ma davvero ho fatto quella roba là?"
Il fatto é che nella seconda e ultima parte della vita si cambia ed é meglio accorgersene per dare scientemente più peso a ciò che.....ognuno dice di sé.
Ringraziamo i piccoli che ci consentono di riprendere il contatto con il nostro bambino interiore e coccoliamocelo pure tranquillamente, restituendo loro tutto il buono che ci aiutano a ritrovare.